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Christopher Nolan. Lo studio di due casi: Memento e Inception.

Da Memento (2000) fino alla sua ultima opera Inception (2010), Christopher Nolan ha tracciato, in sole sette pellicole, quelle che possono considerarsi le linee base del cinema postmoderno. Le varie analogie tra i due film, partendo dai suoi protagonisti fino ad arrivare ai temi trattati tra cui memoria, ricordi, coscienza e l'incessante incrocio tra passato presente e futuro, delineano quella che è la sua filmografia. Si consideri questa tesi, un parallelismo tra le due opere, con vari riferimenti al cinema postmoderno e i suoi autori in generale. Interessante, inoltre, il ruolo della fotografia come "specchio" della realtà secondo Nolan.

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3 Introduzione Autore ancora giovane e con sole sette opere all'attivo (escludendo i primi cortometraggi in cui era già comunque possibile ravvisare i germi di una riflessione che non lo ha ancora abbandonato), sin dal suo esordio nel lungometraggio, con quel Following (Seguire 1998) vincitore del Festival di Rotterdam del 1999, sino ad arrivare all'ultima fatica Inception (2010), Nolan non ha mai esitato nell'esplorazione del dialogo tra spazio e tempo 1 . Indipendentemente dall'autore del soggetto e della sceneggiatura (quasi sempre lui, a volte in coppia con il fratello), ogni film del regista britannico è riconducibile a questa dialettica e agli elementi che la compongono. Memoria, ricordi, sogni, coscienza, l'incrocio continuo ed incessante di presente, passato e futuro sono solo alcuni dei topoi su cui si basa l'intera sua filmografia. Tornano prepotentemente, coinvolgono tutti i protagonisti di ogni pellicola trasfigurandoli, rendendoli attori di una e in una dimensione impazzita. Rintracciarne le direzioni ed i collegamenti, le necessarie chiavi di volta, è parte di quel gioco perverso che siamo (in qualità di spettatori) chiamati a interpretare. La specificità del cinema di Nolan risiede, almeno in parte, in questa capacità di coniugare la materia trattata (spesso più profonda di quello che può apparire ad una prima visione) ed una narrazione, fondata anche su influenze che vanno da Hitchcock ad Alan Parker, assai affascinante, che sfrutta abilmente il mezzo cinematografico spogliandolo del suo ruolo documentaristico e torna prepotentemente alle sue immaginifiche qualità primigenie. Una narrazione fondata sui generi cinematografici, su di un particolare linguaggio filmico che risiede a metà tra il noir e il thriller e che comunque si sforza di 1 Cfr. Miceli Salviano, Christopher Nolan, Roma, Sovera 2008 p. 12

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Davide Marchione Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6999 click dal 21/03/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.