Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Mediazione Penale minorile: la nuova logica del punire

L' elaborato, dopo una vasta panoramica sulla Giustizia riparativa e la normativa sull' interesse del minore, si propone di affrontare la tematica della Mediazione quale fecondo strumento per il trattamento del minore autore di reato, in termini di Rieducazione e Riparazione. La tesi parla anche della figura del Mediatore Penale Minorile e della nascita degli uffici di mediazione a Palermo.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE L’ universo in cui viviamo si presenta oggi impoverito di valori collettivi ed improntato allo scontro, più che indirizzato al dialogo costruttivo. Nella società attuale sembra restare poco spazio per ri-pensare e riflettere sulle conseguenze delle azioni, mentre primeggia indiscussa la tensione verso il risultato immediato e prolifica il panico davanti alla diversità percepita come minaccia. Davanti gli occhi della gente scorre giornalmente cronaca di ordinaria criminalità. Ovunque, sul lavoro, in famiglia, nelle scuole…si configurano storie che contribuiscono ad alimentare la necessità di un cambiamento di rotta per quel che riguarda i consueti strumenti giudiziari di intervento, che vengono vissuti dalla comunità e dal singolo come insoddisfacenti o inefficaci. Tale necessità si avverte particolarmente nel campo del crimine minorile, dove il recupero sociale del reo è di primaria importanza. Da qui l’esigenza di sperimentare nuove strategie, a carattere extrapunitivo, che si inscrivano entro un panorama di tipo restaurativo- rieducativo, all’ interno della cornice della Giustizia Riparativa, paradigma che coinvolge vittima, reo e comunità nella ricerca di un’alternativa al tradizionale modello restitutivo-retributivo che mira a compensare il male (delitto) con un altro male (pena). Rieducazione si erge dunque a parola-chiave di uno strumento, la mediazione, che voglia orientarsi verso una triplice direzione: auto- responsabilizzazione e coscientizzazione dell’ autore di reato; concrete esigenze di soddisfazione e gratificazione della vittima; necessità di riparazione di bisogni collettivi che possa contenere anche l’allarme sociale. La mediazione, abolendo l’immagine del reato come atto isolato commesso da un soggetto difficile, concorre a generare il convincimento di

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Laura Basile Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6908 click dal 06/06/2012.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.