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Dal Taki Onqoy alle danze di resistenza in Perù

In questo percorso di tesi ho intrapreso uno studio etnologico sulle danze popolari andine del Perù, con particolare riferimento agli studi di Wachtel, Arguedas, Curatola, Varon e Ulfe. Successivamente ho effettuato una comparazione con le immagini odierne di queste danze che circolano in internet. Le radici di queste danze sono precolombiane e in seguito si sono espresse come forme di ribellione nei confronti degli oppressori spagnoli.
Ora sono espressione dell'identità delle comunità peruviane campesine. Queste danze non sono espressioni culturali statiche, che rimangono invariate, ma sono danze vive che si trasformano nel tempo.

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Carattere ritualistico I rituali citati in questa tesi riferiti al Taki Onqoy si possono introdurre secondo me in quelli che Van Gennep definisce “Riti indiretti”. Nel testo “I riti di passaggio” 3 li definisce come una specie di shock iniziale che mette in movimento una potenza autonoma o personificata, o una divinità, i quali intervengono a vantaggio di colui che ha eseguito il rito. L'effetto del rito indiretto è di contraccolpo, non ha un potere efficiente immediato, come il sortilegio, l'invocazione, l'imprecazione. Infatti la concezione fondementale del Taki Onqoy è nell'attesa del ritorno delle huacas , le divinità Inca che hanno abbandonato i loro protetti a causa della loro adesione forzata al cristianesimo. Gli indios eseguono rituali purificatori nella speranza del ritorno delle loro divinità al loro interno, e all'interno delle cose animate e inanimate che li circondano. Nelle feste e nelle danze peruviane moderne, invece, troviamo "riti di inversione", nei quali il comportamento ordinario viene capovolto e l'azione del rito è più diretta. La gente indossa abiti dell'altro sesso come ad esempio nella danza “Pirucha” e si abbandona a comportamenti insoliti al proprio genere. L'esagerato capovolgimento di ruoli e di comportamenti è stato oggetto di studio di molti ricercatori. Ad esempio, Mary Douglas in “Purezza e pericolo” vede questi fenomeni di inversione come un riflesso della consueta simmetria sociale. Per quanto riguarda lo scambio dei ruoli sessuali, impersonare la donna rappresenterebbe, per l'uomo, una dichiarazione di simmetria che riecheggia il fondamentale principio sociale (che è strutturale nelle diverse società) per 3 Arnold Van Gennep. I riti di passaggio. Editore Boringhieri. 1981. Pag. 8. 6

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesco Cremonesi Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.