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La vida es sueño y el gran teatro del mundo. El teatro español del Siglo de Oro

Con il presente lavoro ci prefggiamo l'obiettivo di leggere le opere di Calderón - La Vida es Sueño e El Gran Teatro del Mundo - con gli occhi di uno spettatore spagnolo del XVII sec. Attraverso l'analisi di queste con gli strumenti propri del Romanticismo - che peraltro sono adottati da pochissimi critici - ed una ricostruzione sostanziale del teatro dell'epoca e della funzione essenziale assegnatagli dalla monarchia a tutela del regime assolutista. Concluderemo con un parallelo con il Calderón, versione adattata e attualizzata della Vida es Sueño da Pasolini tre secoli dopo e la proiezione dello stesso messaggio sul pubblico di oggi.

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1. INTRODUZIONE Se non è opportuno parlare di fuga dal reale, in relazione alle concezioni teatrali calderoniane, probabilmente è ciò che il sogno rappresenta per lo spettatore comune di ogni luogo e tempo. Da sempre l’uomo percepisce qualcosa di illimitato che tenta di circoscrivere plasmando teorie, dando vita ad idoli e credenze. Sin dagli albori, tutte le grandi civiltà del passato… Platone chiama iperuranio quello che i Cristiani chiamano aldilà e i Romantici Europei signifcato altro celato dietro l’oggetto percettibile; non trascorriamo forse l’esistenza sognando una vita migliore dopo la morte? La vita vera; che sia priva di mali e di orrori, di iniquità e corruzione. E che cos’è questa se non una fuga virtuale, assaporata lungo una breve esperienza terrena attraverso l’inconscio, l’esoterismo, la fede nell’intangibile? La critica si è preoccupata di scindere 1 , parlando della poetica di Calderón De la Barca, fra ricerca di Dio e rifugio in una realtà immateriale modellata a proprio piacimento, diversa da quella che la Spagna del ‘ 600 era costretta a vivere; priva di certezze e sinonimo di decadencia. A mio parere è possibile una riconciliazione. Ne “L’interpretazione dei Sogni” Freud 2 sostiene che il paziente riversi, tramite meccanismi inconsci, nella produzione onirica le proprie paure; gli incubi; i desideri che il super-io , la forza razionale, reprime arginando l’es , la forza primordiale, gli impulsi che ci renderebbero troppo simili alle bestie. 1 Si veda a proposito:G. Mancini, F. Guazzelli, A. Martinengo, C. Samonà Letteratura Spagnola: I Secoli d’oro, Milano, Ed. BUR, 1997 2 Freud Sigmund, L’Interpetrazione dei sogni , Ed. Newton, Roma, 1983

Diploma di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Chiara Traini Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3424 click dal 12/04/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.