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Potenzialità educativo-didattiche della logica ipertestuale

All’interno dei nuovi scenari di vita quotidiana, non solo lavorativa e di studio, i media elettronici hanno ormai un ruolo preponderante, insinuandosi in quasi tutte le intercapedini dei vissuti umani. Tuttavia, seppur auspicabile e necessaria, una media education forte, che possa fornire le giuste competenze per orientarsi nel vasto mondo mediale, è ancora un work in progress. Il dibattito in tal senso è ampio, così come i progressi compiuti in questo campo, ma ciò che in questa sede si tenta di mettere in luce sono le possibilità offerte, in campo culturale e didattico, da un particolare tipo di tecnologia: l’ipertesto elettronico.
Per quanto concerne il discorso più strettamente correlato alla didattica e all’apprendimento in generale, è quasi naturale il richiamo a quella “didattica problematica e critica […] priva di rigidi vincoli metodologici e procedurali”, auspicata da Franco Frabboni (Frabboni, 2006, p. 22). Una didattica di tal genere deve fare riferimento costante al pervasivo universo tecnologico e mediale che si è ormai imposto con forza anche nelle pratiche educative. Si nota un continuo richiamo all’insufficienza di educare alla padronanza delle sole funzioni monocognitive, ossia quelle capacità atte esclusivamente a selezionare ed accumulare i saperi (Ibidem). Difatti, in una realtà che si presenta sempre più reticolare e complessa, l’azione educativa non può sfuggire al suo dovere di fornire competenze spendibili quotidianamente per districarsi in tale “rete”.
In tal senso, le indicazioni di Frabboni sottolineano la necessità, per gli interventi didattici, di puntare sulle competenze di autonomia dei soggetti in formazione, sull’interconnessione cognitiva e sulla capacità di operare per nessi logici (Ivi). Il filo rosso che unisce tali abilità può essere rintracciato nell’utilizzo attivo della creatività, attitudine insita nella natura umana, ma il cui utilizzo è troppo spesso trascurato nelle più tradizionali pratiche educativo-didattiche. La creatività trae sviluppo sia da ciò che sollecita le basi pulsionali dell’ Id (suggestioni, desideri, pulsioni, passioni), sia da ciò che rinvigorisce la capacità regolativa dell’Io (comportamento, pensiero, intersoggettività, disciplina) (Calvi, 1966). Un ipertesto può generare ambedue queste sollecitazioni: il lettore trova in esso una serie di evocazioni che lo attraggono e stimolano la sua scelta autonoma, ma anche le regole del percorso, i vincoli e gli schemi (Paparella, 2007). L’ipertesto si configura, infatti, come una serie di elementi reticolari, collegati tra loro da link significativi. Pertanto, “la navigazione ipertestuale mette in esercizio, più di quanto non sia possibile sospettare nella lettura sequenziale, mobilità di pensiero che vengono solitamente trascurate nel dibattito sull’apprendimento: mette in esercizio il cosiddetto pensiero abduttivo e, insieme ad esso, la serendipidità” (Ivi, p. 113).
Connettere fra loro campi distanti e scoprire l’inaspettato all’interno della disposizione reticolare di un ipertesto, sono senza dubbio attività stimolanti per il pensiero creativo e divergente, e ne richiedono un suo utilizzo più o meno consapevole.
Ogni singolo vissuto umano è sottoposto ad una rielaborazione da parte dell’individuo che ne fa esperienza, attraverso il suo personale modo di porsi agli eventi. Queste differenti modalità interpretative che caratterizzano i singoli, costituiscono la cosiddetta funzione simbolica. Tale funzione concorre non solo alla rielaborazione, ma anche all’apprendimento di un determinato “oggetto”. Ecco perché le strategie che vanno a stimolare la funzione simbolica, come ad esempio la strutturazione ipertestuale, facilitano di conseguenza i processi di apprendimento.
Esistono differenti tipologie di ipertesto, corrispondenti ad innumerevoli campi di applicazione; Internet stesso può essere definito come un immenso ipertesto. Tuttavia, in questa sede, si analizzeranno le possibilità di utilizzare la scrittura e la lettura ipertestuale in ambito educativo-didattico, facendo cenno in particolare agli ipertesti di tipo narrativo (dei quali si sottolinea la valenza didattica non solo nella fruizione, ma anche in una eventuale creazione da parte del discente).
Certamente, pur collocandosi in un dibattito aperto tra apologeti e apologisti, è impossibile non notare le valenze fondamentali della logica ipertestuale: se è vero che la nostra mente assume le sembianze di una mappa concettuale più che quelle di un brano lineare, allora è anche vero che è impossibile ignorare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie nell'allargare il panorama gutenberghiano radicato in special modo nel sistema della formazione

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1 Introduzione Nell’ambito di una società che si caratterizza come plurale, complessa e in continuo cambiamento, è ormai tesi ampiamente condivisa che l’educazione possa rappresentare un valido antidoto agli eventuali rischi di dispersione, incertezza e spaesamento. All’interno dei nuovi scenari di vita quotidiana, non solo lavorativa e di studio, i media elettronici hanno ormai un ruolo preponderante, insinuandosi in quasi tutte le intercapedini dei vissuti umani. Se è vero che “il termine literacy non può più stare a significare semplicemente capacità di leggere e scrivere, ma deve necessariamente comprendere l’abilità di districarsi fra le più diverse modalità espressive, […] (allora) si dovrebbe espandere il concetto tradizionale di literacy partendo dalla considerazione che il linguaggio visivo e multimediale sta diventando la vera nuova lingua globale” (Limone, 2007, pp. 146-147). Tuttavia, seppur auspicabile e necessaria, una media education forte, che possa fornire le giuste competenze per orientarsi nel vasto mondo mediale, è ancora un work in progress. Il dibattito in tal senso è ampio, così come i progressi compiuti in questo campo, ma ciò che in questa sede si tenta di mettere in luce sono le possibilità offerte, in campo culturale e didattico, da un particolare tipo di tecnologia: l’ipertesto elettronico. Il quesito che si impone, a questo punto, è quanto e con quali modalità questo tipo di scrittura/lettura multisequenziale e attiva possa trasformarsi in un valido strumento culturale, non solo per progettazioni didattiche innovative, ma anche per reimpostare l’approccio verso il testo (inteso, nell’accezione più ampia del termine, come trama, dunque unità di senso). Per quanto concerne il discorso più strettamente correlato alla didattica e all’apprendimento in generale, è quasi naturale il richiamo a quella “didattica problematica e critica […] priva di rigidi vincoli metodologici e

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Angelica Vecchiarino Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.