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Le torri costiere siciliane: il triangolo difensivo di Capo Peloro - Conservazione e ipotesi di fruizione

La tesi verte sullo studio dei tre manufatti militari storici dell'area di Capo Peloro, a nord di Messina, definendone le modalità di recupero e di potenziale fruizione.
Partendo da un excursus preliminare che prende in considerazione il sistema difensivo costiero storico della Sicilia, con un occhio particolare su Messina, si è focalizzata l'attenzione su Capo Peloro, sito di storica importanza logistica e strategica.
Il tutto è supportato da un notevole contributo bibliografico, archivistico e fotografico.
La finalità della tesi è quella di ricercare spunti e idee sulle tre costruzioni in esame che siano da input per un vero e proprio rilancio in chiave sociale e turistica dell'intero contesto di Capo Peloro, contesto dotato di grandi risorse e potenzialità ma non ancora pienamente valorizzato.

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1 Introduzione La Sicilia, al centro del Mediterraneo, ha una morfologia piuttosto complessa e irregolare: il territorio è per quasi due terzi collinare e per circa un quarto montuoso e le pianure sono perlopiù situate lungo i litorali. Il paesaggio costiero si presenta piuttosto variegato, con alternanza di tratti bassi, sabbiosi e ciottolosi, e tratti a costa alta e frastagliata; esso però non è soltanto il risultato di secolari processi naturali ma anche antropici, con la presenza di segni architettonici e infrastrutturali di notevole rilievo. La geografia dei luoghi marittimi era nota solamente ai pescatori e ai naviganti, tanto che le prime rappresentazioni in disegno, i portolani medievali o le carte di navigazione delineavano gli aspetti essenziali del paesaggio a loro utili, cioè gli scali e gli approdi, la presenza di acqua dolce, l’emergenza di scogli, isolotti e capi, i venti dominanti, la profondità delle acque e le maree. La necessità da parte dell’uomo di trasmettere a distanza informazioni, notizie o decisioni, si tradusse nei secoli in sistemi originali i quali, a seconda del mezzo adoperato e dell’effetto ottenuto, potevano distinguersi in acustici ed ottici: i primi risultavano ideali in luoghi intricati e in condizioni di scarsa visibilità, i secondi in luoghi dalle notevoli distanze e in condizioni di visibilità ottimale. In Sicilia, ai primi fortilizi sparsi seguiranno veri e propri progetti organici di difesa costiera, consistenti nell’edificazione di opere contigue che avevano il fondamentale compito di proteggere l’isola dagli attacchi dei corsari turchi e barbareschi provenienti dal mare. Le numerose torri presenti nel paesaggio siciliano, oggi fagocitate nei centri abitati o arretrate rispetto alla linea di costa o solitarie su cime e promontori, degradate o modificate nel tempo, sono spesso non databili o non riconoscibili stilisticamente e per questo soprannominate “saracene”, non in riferimento“a chi” le aveva fatte erigere, ma “contro chi” erano state erette.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Giuseppe Arena Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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