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Intelligenza visuo-spaziale: quali implicazioni didattiche? Uno studio su un campione sardo

Il Disturbo dell'apprendimento non verbale, non ancora inserito all'interno delle categorie diagnostiche del DSM-IV o dell’ICD-10 è direttamente collegato ad un malfunzionamento della memoria di lavoro visuo-spaziale; il test di Corsi e il Visual Pattern Test (VMI) sono due dei test maggiormente utilizzati per la valutazione delle competenze visuo-spaziali. Le discipline scolastiche che coinvolgono il corretto utilizzo delle abilità visuo-spaziali sono: il disegno, la geometria, l'aritmetica, le scienze, la geografia, la comprensione del testo e l'informatica. Risulta, quindi, evidente l’importanza per gli insegnanti di conoscere le abilità cognitive visuo-spaziali dei propri alunni al fine di adeguare la propria metodologia didattica alle particolari esigenze dei singoli studenti. In letteratura esistono diversi programmi per il potenziamento delle competenze visuo-spaziali di cui le scuole potrebbero servirsi, tra questi: Abilità visuospaziali di Cornoldi, Memoria visiva di Andrich e Miato e Recupero in... Abilità visuo-spaziali di Fastame e Antonini. L’ultima parte della tesi ê dedicata alla presentazione dei risultati della ricerca sull’efficienza delle abilità visuo-spaziali dei bambini frequentanti il secondo ciclo della scuola primaria presso alcuni plessi scolastici del Medio Campidano e del Sulcis-Iglesiente.

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4 Introduzione Le abilità visuo-spaziali (come discusso nel terzo capitolo) permettono la realizzazione di diversi compiti cognitivi: scansionare una configurazione visiva in modo rapido ed efficiente al fine di raggiungere un determinato obiettivo; orientarsi nello spazio; ricostruire visivamente un’immagine; generare immagini; manipolare immagini mentali visuo-spaziali al fine di valutarle o trasformarle; ricordare sequenze di posizioni diverse o presentate simultaneamente e trattenere l’informazione spaziale per un lungo periodo di tempo (Cornoldi; 1997). Negli ultimi anni molti ricercatori cognitivisti hanno orientato le loro indagini sul modo in cui le abilità visuo-spaziali sono direttamente coinvolte negli apprendimenti scolastici. Tradizionalmente la scuola ha dato maggior peso alle abilità verbali rispetto a quelle non verbali, considerando l’apprendimento scolastico soddisfacente una volta acquisiti gli apprendimenti di base del leggere, scrivere e far di conto. Questa concezione, come esposto nel primo capitolo, deriva direttamente dalle teorie unitarie dell’intelligenza (Spearman; Raven) che la descrivono come una singola capacità mentale generalizzata, pervasiva di ogni prestazione intellettiva. Lo sviluppo successivo ha visto gli studiosi cognitivisti dividersi tra sostenitori di una teoria multipla dell’intelligenza (Thurstone, Gardner, Sternberg) e sostenitori di una teoria gerarchica (Horn- Cattell; Carroll) la quale riconosce l’esistenza di diverse forme intellettive collocandole però su differenti livelli gerarchici. Le diverse teorizzazioni sull’intelligenza sono state accompagnate da un acceso

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Ylenia Moi Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4124 click dal 26/04/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.