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La Mock Conference, strumento utile alla didattica dell’interpretariato?

La presente tesi si pone l’obiettivo di individuare le specificità di uno strumento utilizzato dalle università italiane che prevedono lo studio dell’interpretazione di conferenza, ossia la “mock conference”. Come suggerisce la definizione, si tratta di una conferenza simulata (“mock”), prevista periodicamente nel corso degli studi in tale ambito, nella quale partecipano uno o più oratori, studenti tra il pubblico e altri studenti in veste di interpreti in simultanea e consecutiva. Nella tesi viene fatta un’analisi di questo strumento grazie ai risultati ottenuti tramite la compilazione di questionari specifici, effettuata dai partecipanti (oratore, pubblico, interpreti) di una conferenza simulata ai fini della realizzazione della tesi stessa.

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3 INTRODUZIONE La didattica dell’interpretariato di conferenza si è evoluta nel corso degli ultimi decenni, proponendo corsi di formazione e approcci didattici anche molto diversi tra loro. Proprio per questo, con il passare del tempo è divenuto sempre più difficile riuscire a trovare un’impostazione comune ad ogni corso formativo. Sebbene tale contesto meriti una metodologia propria, sfortunatamente oggi nessuna teoria è in grado stabilire con esattezza delle regole da adottare nell’insegnamento. Tra gli elementi appartenenti al suddetto contesto, possiamo certamente trovare quello della mock conference, uno strumento in grado di porre gli studenti dinanzi ad una simulazione vera e propria di un contesto professionale. Grazie a questa fondamentale caratteristica, la mock conference, che potremmo indicare come “conferenza simulata”, si è rivelata essere un interessante oggetto di ricerca. Sulla base delle esperienze in materia, dunque, si è scelto di analizzarla, allo scopo di verificarne l’utilità nella didattica dell’interpretariato. Cosa comporta una simile esercitazione? E quali vantaggi possono trarne gli studenti? Queste sono solo alcune delle domande alle quali la presente tesi ha cercato di rispondere, al fine di considerarne ogni aspetto prima di raggiungere l’ottenimento di risultati concreti. La dissertazione che segue non si propone come un manuale teorico, bensì come un punto di partenza per chiunque voglia conoscere più dettagliatamente la funzionalità di tale strumento. Nella tesi non vengono solamente indicate le basi teoriche della formazione per gli interpreti o commentate le esperienze personali legate all’evento della mock conference. Al contrario, attraverso un esperimento pratico, condotto grazie alla partecipazione attiva di studenti del primo e del secondo anno di Interpretariato di Conferenza dell’Università Luspio di Roma, di alcuni docenti dello stesso corso e di un oratore chiamato a proporre le sue osservazioni, si dà luce allo strumento della mock conference, verificandone nella pratica le modalità di attuazione e i vantaggi che se ne possono trarre. Inizialmente, attraverso una raccolta di informazioni sulla teoria e sulla pratica della didattica dell’interpretariato, si è quindi voluto porre le basi per identificare meglio il contesto dal quale si è partiti per analizzare questa particolare tipologia di conferenza. Nella prima sezione, sono analizzati alcuni esempi di corsi di formazione esistenti, di cui si prendono in considerazione approcci e obiettivi didattici. In questo modo, si è scelto di porre l’accento su alcune tematiche ad essi legate, quali la selezione degli studenti nelle scuole superiori di interpretazione e la verifica delle loro competenze attraverso l’uso costante della valutazione da parte di professionisti. Infine, è sembrato opportuno concludere la sezione menzionando la situazione attuale del mercato del lavoro e le opportunità offerte agli studenti (nel corso della loro formazione) allo scopo di consentire loro un avvicinamento graduale ad esso.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Interpretariato e Traduzione

Autore: Elisabetta Bruschi Contatta »

Composta da 158 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1416 click dal 26/04/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.