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Qualcuno era comunista...Storia, speranza e poesia in ''Ceravamo tanto amati'' di Ettore Scola.

Informazioni tesi

  Autore: Simone Naldini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze umanistiche per la comunicazione
  Relatore: Federico Pierotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

C’eravamo tanto amati (1974) è un film diretto da Ettore Scola, scritto insieme agli autori Agenore Incroci e Furio Scarpelli.
Sullo sfondo di una Roma metafora della realtà italica, C’eravamo tanto amati racconta i cambiamenti della società italiana dal dopoguerra alla metà degli anni Settanta attraverso gli ideali, le lotte, le illusioni, i sentimenti di chi, appena ventenne, ha combattuto nei mesi della Resistenza.
Trent’anni di storia italiana sono descritti attraverso l’amicizia, le avventure e gli amori di tre ex compagni partigiani: il portantino comunista Antonio (Nino Manfredi), l’ avvocato socialista Gianni (Vittorio Gassman), il critico cinematografico extraparlamentare Nicola (Stefano Satta Flores), personaggi che a turno dividono il loro amore per Luciana (Stefania Sandrelli), giovane attrice giunta a Roma per tentare il successo nel mondo dello spettacolo.
Il film esula dai canoni di sceneggiato televisivo o documentario attraverso l’ uso di flash back, flash foward, ambientazioni oniriche, citazioni teatrali, cinematografiche e televisive, affermandosi come una commedia dal fine umorismo nella quale reale e fantastico si uniscono sotto la sapiente regia di Scola.

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2 Introduzione. Questo lavoro si propone di descrivere parte dell’universo di sogni, storie, speranze e utopie, contenuto nel film di Ettore Scola C’eravamo tanto amati (1974). Film acclamato da critica e pubblico, C’eravamo tanto amati è un lungo viaggio nella storia italiana, dal dopoguerra alla metà degli anni settanta, che Scola ripercorre avvalendosi della collaborazione di due tra i più importanti sceneggiatori dell’epoca, Agenore Incrocci e Furio Scarpelli. Dedicato alla memoria di Vittorio De Sica, il film è frutto dell’interpretazione corale di Stefania Sandrelli, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli e Aldo Fabrizi, i quali trasportano sullo schermo le speranze, i compromessi, le trasformazioni della società italiana del tempo. Ho scelto di prendere in esame questo film perché ritengo che l’originalità di un racconto non possa prescindere dallo studio, dall’osservazione, dall’ascolto dell’uomo, filtrati attraverso l’occhio di chi decide di caricarne la realtà di identità singole e collettive. C’eravamo tanto amati raccoglie sotto la lente ideologica di Scola uno spaccato temporale del Belpaese dove la macrostoria italiana si fonde con le vite dei personaggi interpreti del racconto: la scomposizione del tempo filmico, gli sguardi e le parole rivolte allo spettatore, i rimandi teatrali e cinematografici del film, sono espressioni indispensabili per descrivere l’universo poetico con il quale Scola rende quest’opera uno dei più memorabili esempi della commedia all’italiana. Per realizzare questo lavoro sono state analizzate monografie dedicate al film e al suo regista i cui abstract sono riportati in appendice, nonché studi sul cinema italiano e sulla storia d’Italia, questi ultimi indispensabili per poter contestualizzare il racconto e comprenderne appieno le scelte del regista. La visione della filmografia di Scola relativa agli anni ’60 e’70, ha permesso di ripercorrere le tappe che il regista ha affrontato per giungere

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