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Nursing in Sport: percezione delle opinioni sulla necessità della figura infermieristica in ambito sportivo

L’Infermiere, grazie alle sue caratteristiche peculiari, si inserirebbe bene nel contesto della Medicina Sportiva e nel mondo variegato dello Sport. Studiando infermieristica, da sportiva ho notato che nel Team della Medicina Sportiva, l’infermiere è escluso.
Mi sono chiesta il perché e di sicuro non è perché non abbia le competenze e le abilità necessarie.
Partendo dall’essenza della figura Infermieristica, dallo Sport e dalla Medicina dello Sport, mondi distinti, nel territorio Nazionale Italiano, ci si è spostati al panorama internazionale, già teatro dell’integrazione dell’Infermieristica nello Sport, come emerso dalla letteratura scientifica disponibile.
Il lavoro in esame, ha interpellato il mondo della «Noble Art», l’Arte del Pugilato, attraverso la somministrazione di un questionario auto redatto, somministrato con metodologia on-line agli atleti e a tutte le altre figure operative nel settore. Nel gran paniere delle discipline sportive, è stata prediletta la Boxe, scelta motivata dalla mia passione innata per il Ring.
Lo studio ha come obiettivo l’analisi della percezione, dell’ipotetica introduzione della figura Infermieristica nella Medicina dello Sport, da parte degli atleti e altre figure coinvolte nel mondo pugilistico, attraverso l’utilizzo di un questionario, come già detto, che ha voluto indagare, in stretta collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana (F.P.I.), circa le opinioni del campione preso in esame con l’attesa di scoprire una cogente necessità dell’istituzione dell’«Infermiere Sportivo».
Considerando la disciplina pugilistica, non si poteva fare a meno di non analizzare ed spiegare la struttura e il funzionamento della F.P.I. l’organo competente sul Territorio Nazionale per quanto riguarda la disciplina del pugilato e una delle più antiche Federazioni Sportive italiane, una delle più vincenti a livello internazionale e olimpico. Allo stesso modo, non si poteva fare a meno di citare ed
argomentare la struttura e la funzione di Enti protagonisti ed attori nel mondo dello sport: il Comitato Olimpionico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) e il Comitato Universitario Sportivo Italiano (C.U.S.I.).
Nel territorio Italiano, il binomio “Nursing & Sport” non ha precedenti, come testimoniato dalla letteratura scientifica, binomio inteso come reale inserimento della figura Infermieristica nell’ambiente sportivo e come partecipazione attiva alla Medicina dello Sport.
Spostandoci, però, dal territorio Nazionale si appura che l’Infermieristica nello Sport è una realtà. Si ha la rappresentazione di uno spiccato interesse per il coinvolgimento degli Infermieri nell’equipe multidisciplinare Medico Sportiva e se ne rivendica una formazione adeguata, ribadendo in varie occasioni, che la didattica Infermieristica scarseggia di insegnamenti che formino professionisti
Infermieri per la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione di pazienti-atleti.
Dopo avere studiato la categoria di popolazione scelta, sulla quale si è concentrata l’attenzione prioritaria, è emerso un contesto sportivo favorevole alla promozione e allo sviluppo dell’Assistenza Infermieristica. L’attività fisica e sportiva e gli atleti, i principali attori coinvolti nelle stesse, sono stati individuati come i nuovi fronti verso cui orientare le competenze Infermieristiche.
La promozione della salute non è appannaggio esclusivo dell’ambito sanitario, bensì si collega allo sviluppo di corretti stili di vita, indispensabili per il raggiungimento del benessere psichico, fisico e sociale della persona. L’Infermiere si inserisce bene in campi d’azione per implementare strategie di promozione della salute sportiva.
Lo studio ha fatto emergere quanto la professione Infermieristica sia trasversale a tutti gli ambiti in cui risiedono le priorità relative ai bisogni a volte inespressi da parte del cittadino/utente, perfettamente riscontrabile nella percezione ed opinioni che Atleti e tutti gli attori coinvolti a qualsiasi titolo operano, frequentano e vivono il mondo dello sport.

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3 INTRODUZIONE Data la constatazione delle problematiche riconducibili alla mancata istituzione della professione infermieristica in ambito sportivo, dato l’orizzonte sempre più in ampliamento del Nursing e il riconoscimento crescente dell’essenza dell’infermiere, si è pensato di conquistare un ulteriore “campo di battaglia”: LO SPORT, un’ulteriore “scenografia” per una professione che acquisisce sempre più competenze, conoscenze e abilità, una professione in continua evoluzione. Partendo da “chi è l’infermiere”, è stato contestualizzato nell’ambiente-sport. Sono state esplorate le opinioni connesse alla figura infermieristica nell’ambiente sportivo, in particolare nel mondo della «Noble Art», attraverso la somministrazione di un questionario auto redatto e somministrato con metodologia on-line agli atleti e a tutte le altre figure operative nel settore. Studiando infermieristica, da sportiva ho notato che nel Team della Medicina Sportiva, l’infermiere è escluso. Mi sono chiesta il perché e di sicuro non è perché non abbia le competenze e le abilità necessarie. La pratica dello sport è un’attività importante per il processo di socializzazione delle persone dato che il suo imperativo categorico comprende la lealtà, il rispetto per gli avversari e l’educazione civile. Al di là della funzione educativa, estetica e giocosa, lo sport riveste un ruolo fondamentale per la salute, sia per la prevenzione delle malattie che per la riabilitazione. L’Infermiere, grazie alle sue caratteristiche peculiari, si inserirebbe bene nel contesto della Medicina Sportiva, un contesto nuovo, sì, ma non per questo non accessibile, non proponibile e non fattibile, anzi. Il Nursing nello Sport non è una realtà Italiana, o meglio, NON LO E’ ANCORA. Con l’auspicio che si concretizzi come tale, ho voluto nel mio personale interesse, da infermiera e da sportiva, dedicargli lo studio di ricerca oggetto della mia tesi. Lo studio in esame esplora un mondo nuovo per l’Infermieristica, il mondo variegato dello Sport, considerando in particolare la “Noble Art”. La scelta è motivata dalla mia passione innata per il Ring, passione tramandata da mio padre, ex pugile, impegnato tutt’oggi nella pratica di Sport da Combattimento come Allenatore. Ho sempre praticato attività sportiva, sin da piccola, ma ho dovuto attendere i miei 14 anni per iniziare a vivere il Ring con la Kick Boxing, praticata anche a livello

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Valeria Scialdone Contatta »

Composta da 77 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12689 click dal 02/05/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.