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Esiti degli interventi clinici nel Day Hospital Psichiatrico

Il day hospital nel panorama internazionale e nazionale; la valutazione dell'efficacia e dei costi del day hospital nella realtà locale.

La ricerca si è sviluppata a partire dall’interesse, sempre maggiore, relativo all’individuazione di adeguati indicatori di esito del trattamento in Day Hospital che consentano una valutazione dell’intervento attuato nei diversi momenti della presa in carico terapeutico-riabilitativa. Tale necessità appare imprescindibile in ragione dell’esigenza, sempre più diffusa, sia in ambito nazionale che europeo che extraeuropeo, di verificare la qualità degli interventi e l’efficacia pratica degli stessi in rapporto ai costi sostenuti.
Come risulta anche nella letteratura scientifica esaminata, i dati di questa ricerca evidenziano l’efficacia dei protocolli di intervento clinico in Day Hospital rispetto alla cura ambulatoriale nel trattamento di ogni forma di disagio psichico. Le misurazioni di esito legate alla valutazione della psicopatologia hanno messo in luce il significativo miglioramento, ottenuto in un contesto a basso costo e bassa restrittività, vicino al contesto di vita reale dell’utente.
I dati emergenti dallo studio effettuato confermano che il valore dell’intervento clinico in DH si realizza non tanto e non solo nel momento diagnostico, per cui oggi si prevede l’introduzione di attività di Day Service, quanto nel dispiegarsi dell’intervento clinico e della presa in carico. Infatti, c’è una stretta e significativa correlazione tra il miglioramento globale e il numero di accessi (relativo al percorso terapeutico seguito), che si ipotizza siano in relazione alla capacità di presa in carico e di erogazione di interventi clinici.
La gravità psicopatologica complessiva, misurata con la BPRS sull’intero campione, diminuisce tra ammissione e dimissione in modo significativo, così come migliorano le dimensioni psicopatologiche dell’ansia-depressione, anergia, disturbo del pensiero, attività e ostilità-sospettosità. Sembrerebbe che maggiore è la gravità iniziale, maggiore risulta il margine di miglioramento conseguibile con un intervento clinico coerente. Ragionando, quindi, in termini di esiti di salute, si conferma che il DH ha senso per il trattamento di patologie acute e subacute, dove più rilevante è il miglioramento psicopatologico e di funzionamento che è possibile conseguire.
Inoltre, i risultati evidenziano come il trattamento in DH abbia avvantaggiato particolarmente pazienti di sesso femminile con diagnosi di patologia depressiva. Pertanto, significativa risulta la disponibilità di un servizio in grado di erogare trattamenti sensibili al genere, rivolti al sesso femminile, che socialmente si giova del mantenimento dell’inserimento sociale nel proprio ambiente di vita e familiare.
Sul piano degli esiti in termini di soddisfazione, è emersa da parte dell’utenza una valutazione positiva del Servizio in termini di rilevanza (il Servizio risponde ai bisogni e problemi dei pazienti), di impatto (il Servizio riduce i problemi) ed di gratificazione (il Servizio aumenta l’autostima dei pazienti). Si evince che la soddisfazione rispetto al servizio ricevuto è strettamente correlata con le attività offerte, con la corrispondenza alle aspettative e con il programma terapeutico concordato. La qualità del servizio, invece, dipende molto dalle attività offerte, dalla capacità di aiuto e dalla competenza professionale. La soddisfazione in queste aree porterebbe l’utente a rivolgersi nuovamente al DH e a consigliare la struttura semiresidenziale anche ad altri utenti, che potrebbero giovarsi dello stesso setting di cure. Rilevanti sono gli spunti offerti dagli stessi utenti sui fattori critici per la soddisfazione e l’esito clinico.
L’ambiente del DH sembra funzionare come un mix di interventi specifici, che riguardano specifiche competenze professionali, e di interventi aspecifici. Esso rappresenta un luogo in cui l’utente può scambiare informazioni, si sente ascoltato e supportato emotivamente, dove gruppi di persone condividono la stessa situazione di vita o le stesse difficoltà per cercare di superare un problema.
Tali risultati portano ad un giudizio globalmente positivo circa l’efficacia dell’intervento attuato nel contesto del Day Hospital, che è sembrato in grado di valorizzare la differenziazione esistente nell’offerta ospedaliera, ponendosi come struttura intermedia in grado di assicurare interventi di diagnosi e cura di minore intensità assistenziale, riorganizzati in termini di efficienza e qualità, valorizzando le competenze professionali. L’obiettivo primario che esso persegue è quello di garantire una integrazione degli interventi, che eviti la delega e l’abbandono dell’utente, ma anche che massimizzi i risultati terapeutici riducendo i costi derivanti da interventi incongrui e frammentari.

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INTRODUZIONE Intento di tale ricerca è quello di consentire una analisi approfondita e costruttiva su cosa valutare come esito di interventi clinici nel day hospital psichiatrico, in termini di qualità della vita. Vi sono state varie epoche nello sviluppo dell’idea di salute: dall’idea negativa di assenza di malessere si è passati a quella positiva di presenza di benessere. In questo passaggio di concezioni dalla priorità del malessere alla priorità del benessere si incontra una “rivoluzione culturale”, cioè un netto cambio di cultura da esaminare con molta attenzione. In termini psicologici, si sta passando dalla cultura di coppia a quella di gruppo, dalla costruzione della struttura a quella del clima, da quantità a qualità. Conseguentemente l’organizzazione della salute significa oggi creazione del sentimento di benessere, di salute soggettiva, di cenestesi. Il soggetto “sano” è titolare di un’ipotesi di benessere e porta con sé tre conseguenze sulla salute soggettiva: organizzazione come stato d’animo, il clima come origine della struttura e la salute come costrutto, come titolarità, sovranità, proprietà di un’ipotesi di benessere sempre più soggettiva. Il benessere è quindi misurabile. In questa ricerca ho inserito alcuni parametri di misura del benessere soggettivo in termini di miglioramento dello stato di salute e di rilevazione del grado di soddisfacimento dell'utenza. Nelle indicazioni nazionali del Progetto Obiettivo “Tutela salute mentale” (D.P.R. 1/11/1999) si fa presente che uno degli obiettivi prioritari del Piano Sanitario Nazionale riguarda il miglioramento della qualità della vita e l’integrazione sociale dei soggetti con malattie mentali” mantenendo la persona nel proprio habitat sociale e familiare. Il più recente Rapporto sulle ineguaglianze sociali dell’OMS [2008] 1 raccomanda che gli operatori della salute si concentrino sui seguenti aspetti: 1. migliorare le condizioni ambientali e sociali di vita delle persone; 2. contrastare le ineguaglianze nella distribuzione economica, di potere e delle risorse troppo concentrate in mano a pochi; 1 OMS, Inequalities in young people’s health, Regional Office of the World Health Organization, Scotland, 2008 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Angela Mastrandrea Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 337 click dal 08/05/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.