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Biografia e autobiografia della Contessa Sof'ja Andreevna Tolstaja

Contessa Sof’ja Andreevna Tolstaja: la moglie di Tolstoj. Semplicemente così è ricordata la splendida signora che per quasi cinquant’anni è rimasta fedelmente al fianco del grande scrittore sfidando le difficili condizioni che, per la posizione e il carattere dell’artista stesso, col tempo si vennero a creare. In questo lavoro si è cercato di prestare attenzione alla voce di Sof’ja Andreevna il cui ruolo e la cui personalità per molti anni, dopo la morte dello scrittore, sono stati travisati e incompresi. Infatti tutti i diari, gli appunti, i carteggi confidenziali e la corrispondenza varia di coloro che hanno circondato il conte sono stati sempre letti da un punto di vista “tolstojano”, così che il timore della contessa di essere ricordata come una Santippe si è avverato per davvero. Per giustificare le contraddizioni della vita dell’amato scrittore, che per molti era anche una “guida spirituale”, e per comprendere la sua fuga notturna da Jasnaja Poljana non c’era un capro espiatorio migliore della moglie che, non condividendo appieno la sua nuova filosofia di vita, tanto lo aveva contrastato. Solo con la comparsa di nuove testimonianze, prima fra tutte la sua autobiografia, l’immagine della contessa ha recuperato la giusta dimensione.

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32 AUTOBIOGRAFIA DELLA CONTESSA SOF’JA ANDREEVNA TOLSTAJA. I Sono nata il 22 agosto 1844, nella casa di campagna di Glebov-Strešnev, nel villaggio Pokrovskoe, dove ho trascorso ogni estate fino al tempo del mio matrimonio. D’inverno la nostra famiglia viveva a Mosca, al Cremlino, in un edificio presso la Porta della Trinità, in un appartamento di proprietà dello Stato perché mio padre era medico di corte. Inoltre era anche il principale medico del senato e dell’Ufficio di ordinanza. Mio padre era luterano, mia madre invece era ortodossa. Le indagini di mia sorella, T. A. Kuzminskaja 1 , e di mio cugino, A. A. Bers 2 , mostrano, riguardo alle origini di mio padre, che fu suo nonno ad emigrare dalla Germania in Russia. Durante il regno dell’imperatrice Elisabetta Petrovna furono arruolati in Russia dei reggimenti per i quali si richiesero nuovi istruttori. Su richiesta dell’imperatrice, il re di Prussia mandò a San Pietroburgo quattro ufficiali delle Guardie a Cavallo; tra loro c’era il Capitano Ivan Bers, il quale, dopo aver servito per diversi anni in Russia, fu ucciso nella battaglia di Zorndorf 3 . Lasciò una vedova e un figlio, Evstafij. Tutto ciò che si sa di lei è che si chiamava Marija e che era una baronessa; morì giovane, lasciando una considerevole fortuna a suo figlio Evstafij.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Dajana Vidali Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 648 click dal 10/05/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.