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La chiesa di San Pietro a Perugia

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Biscarini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia e tutela dei beni artistici
  Relatore: Guido Tigler
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

Vasta ricerca sulla chiesa di San Petro a Perugia e sulla sua cripta. Ricca di confronti con altre basiliche della zona tosco-emiliana, umbria e lazio e approfondita analisi del campanile, facciata e corpo basilicale, nonchè dei resti romani e paleocristiani. Ricca di materiale fotografico.

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1 I: La fortuna critica della chiesa di San Pietro a Perugia. La basilica di S. Pietro è già oggetto di studi e ricerche a partire dal XVII secolo, quando Cesare Crispolti 1 e Pompeo Pellini 2 confermano l’antichità della chiesa sita sul colle “Calvario” o “Caprario”. L’interesse per il complesso non si affievolisce nel Settecento, quando l’abate di S. Pietro Francesco Maria Galassi tratta di nuovo questo tema in un suo scritto del 1781 3 . Nell’Ottocento continua ed aumenta l’interesse per la storia civica, e per S. Pietro in particolare, con i testi di Annibale Mariotti 4 e di Serafino Siepi 5 , rispettivamente del 1806 e del 1825, che si interessano del Rione di Porta S. Pietro il primo e del culto di S. Costanzo il secondo, e con la Storia di Perugia di Francesco Bartoli del 1843-1846 6 . In questi testi di eruditi locali è evidente la mancanza di una vera e propria ricerca storica sulle origini del complesso e pertanto ci si affida alla memoria popolare nell’accreditare la vetustà della chiesa, alla quale si riconosce anche l’importante ruolo di luogo in cui si sarebbero incontrati i primi cristiani perugini guidati da S. Costanzo e dal suo leggendario seguace, il nobile romano Laviano (o Liviano). Quest’ultimo, dando credito alla leggenda e stando all’ipotesi di Fabio Palombaro 7 , sarebbe stato in possesso di una villa posta proprio nei pressi del cosiddetto Monte Calvario. Nei primi decenni del Novecento si interessano alla struttura delle chiese romaniche umbre storici dell’arte come Ugo Tarchi 8 e Pietro Toesca 9 , i quali individuano tipologie simili nella maggior parte delle chiese della regione, a partire dal ricorso alla classica pianta basilicale. Inoltre Tarchi nota che a Perugia sono rari gli edifici con pianta a croce latina. Quelli che sorgono sopra le sepolture di santi martiri sarebbero da considerarsi ricostruzioni di strutture del V e VI secolo. 1 C. CRISPOLTI, Perugia Augusta, Perugia 1648, p. 81. 2 P. PELLINI, Dell’Historia di Perugia, Venezia 1694, vol. I, p.108. 3 F. M. GALASSI, Diario dell’invenzione o ritrovamento dell’ossa di S. Costanzo Martire Vescovo, e protettore di Perugia, avvenuto nel Febbraio dell’anno 1781, MS a Perugia, Archivio di S. Pietro, Diversi, 34, carte 19. 4 A. MARIOTTI, Saggio di memorie storiche delle chiese della città di Perugia per il rione di Porta S. Pietro, Perugia 1806, p. 48 ss.. 5 S. SIEPI, Memorie spettanti alle gesta, martirio e culto di S. Costanzo, Perugia 1825, pp. 1-92. 6 F. BARTOLI, Storia della città di Perugia scritto da Francesco Bartoli sopra memorie raccolte e compilate da Luigi Belforti, Perugia 1843. 7 F. PALOMBARO, I primordi dell’architettura sacra a Perugia, in La chiesa di Perugia nel primo millennio, a cura di E. Menestò e A. Bartoli Langeli, Spoleto 2005, pp. 294-295. 8 U. TARCHI, L’arte cristiano-romanica nell’Umbria e nella Sabina, Milano 1937, p. 1-8. 9 P. TOESCA, Il Medioevo, vol. II, Torino 1927, pp. 577-581.

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