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L'incidenza del principio di sussidiarietà sulla legislazione

Il presente lavoro si concentra sull’analisi dello strumento della “chiamata in sussidiarietà” introdotto dalla giurisprudenza costituzionale con la sentenza 303/2003 al fine di ovviare all’eccessiva rigidità del sistema di ripartizione delle competenze legislative delineato dalla Costituzione. Si illustrano poi gli ulteriori meccanismi adottati dallo Stato, sia antecedentemente, sia a seguito della riforma del 2001, per avocarsi le competenze di spettanza regionale, in deroga all’attribuzione costituzionale delle potestà legislative.

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  6   INTRODUZIONE La legge costituzionale 3 del 2001 rappresenta il traguardo del tormentato cammino di revisione costituzionale, svoltosi durante la XIII legislatura. Sviluppato a t t r a v e r s o u n a p r i m a s e r i e d ’ interventi legislativi finalizzati alla riforma amministrativa del sistema statale, esso è poi culminato con le innovazioni costituzionali volte a rafforzare la posizione istituzionale delle autonomie locali. Il risultato di tale riforma è stato il riassetto del quadro di tali rapporti istituzionali tra il potere centrale e gli enti territoriali. Chiave di volta del riparto delle competenze tra i soggetti attori dell’ordinamento è stata la sussidiarietà, introdotta, nel nostro sistema giuridico, prima come fondamentale principio regolatore nei rapporti con l’Unione europea, poi recepita, a livello di legislazione ordinaria, dalla legge 59 del 1997, attuativa di una riforma c.d. “a costituzione invariata” e, infine, espressament e costituzionalizzata dalla legge 3 del 2001. Insistendo sui rapporti tra i diversi livelli di governo, la sussidiarietà si atteggia a principio relazionale, i m p l i c a n t e u n a “ d e c i s i o n e d i preferenza” in favore dell’ente territorialmente e funzionalmente più prossimo agli amministrati. Esso non entra direttamente in gioco quale criterio di riparto delle competenze legislative, ma viene indicato dal legislatore costituzionale come canone di attribuzione delle funzioni amministrative tra la molteplicità dei livelli di governo. A più di dieci anni dalla sua entrata in vigore, la riforma del Titolo V può contare su di una copiosa giurisprudenza costituzionale, che ha svolto un ruolo ermeneutico fondamentale nella ricostruzione e nello sviluppo degli aspetti di più difficile interpretazione.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Chiara Quintini Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 936 click dal 22/05/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.