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La mediazione di cui al decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28: probabili profili di incostituzionalità?

Informazioni tesi

  Autore: Caterina De Mori
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianfranco Ricci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 193

La tesi analizza l’istituto della mediazione civile e commerciale così come di recente introdotto nell’ordinamento italiano dal d.lgs 28 del 2010. Dopo una breve panoramica sullo sviluppo delle metodologie ADR viene dato atto della Direttiva 2008/52/CE che richiedeva agli Stati membri di introdurre forme di mediazione nei propri ordinamenti, con il primario intento di utilizzarla per dirimere le liti transfrontaliere. Il nucleo centrale della tesi si concentra sulla disamina del d.lgs. 28 del 2010 per giungere al capitolo finale in cui, ritenendo l'istituto incostituzionale (così come riconosciuto più recentemente dall corte cost.) si evidenziano punti critici e lacune oltrechè le questioni di legittimità costituzionale sollevate dinanzi al Tar del Lazio.

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I INTRODUZIONE “Scoraggia la lite. Favorisci l’accordo ogni volta che puoi. Mostra come l’apparente vincitore sia spesso un reale sconfitto…in onorari, spese e perdite di tempo”, così scriveva Abraham Lincoln (1809-1865), avvocato prima che Presidente degli Stati Uniti d’America, con l’intenzione di porre in luce come ogni apparente vincitore possa essere un reale sconfitto, a causa della perdita di tempo e delle spese che la lite stessa comporta. Il modo migliore per vincere la controversia sarebbe dunque, secondo la sua concezione, non portarla in giudizio. È un dato comune come la giustizia civile sia da tempo immemore in crisi. La carenza di personale, accomunata dall’insanabile mancanza di fondi, mezzi e strumenti hanno comportato nel corso degli anni uno smisurato aumento della durata dei processi e la costante crescita dei costi legali. Questa constatazione non riguarda solo l’ordinamento italiano ma ogni ordinamento moderno, così da rendere sempre più pressante la necessità di ricercare delle soluzioni. Il legislatore ha risposto muovendosi fondamentalmente in due direzioni: in primo luogo cercando di rendere il processo più agile e snello, semplificando le procedure e la burocrazia laddove possibile; ed in secondo luogo disincentivando il ricorso al giudice e favorendo l’approccio ai paralleli sistemi di risoluzione alternativa delle controversie. Le prime applicazioni di tali tendenze si ebbero con lo sviluppo delle Alternative Dispute Resolution (ADR) in seguito all’affermarsi di un movimento di pensiero anglosassone diffusosi specialmente nel Nord America, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso. È in quel contesto che si delinea prima che altrove l’istituto della mediation, consistente in una procedura privata alternativa al processo, caratterizzata dalla definizione della controversia mediante

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