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Lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta

Il presente lavoro è dedicato agli istituti dello scioglimento del Consiglio regionale e della rimozione del Presidente della Giunta, la cui disciplina appare centrale tanto nella definizione della posizione che l'ente Regione viene ad assumere all'interno dell'ordinamento costituzionale, quanto in vista dell'individuazione degli elementi caratterizzanti la sua forma di governo.
Tra i tratti caratteristici dell'istituto dissolutorio vi è certamente quello della sua continuità : la previsione di un potere di scioglimento anticipato dell'Assemblea rappresentativa delle Regioni deve infatti considerarsi un elemento qualificante l'autonomia regionale sin dalla sua prima esperienza, ossia quella siciliana .
In particolare la continuità che nell'assetto dei rapporti Stato-Regione mostra la previsione di un simile potere si spiega innanzitutto in ragione di quella che è stata tradizionalmente considerata la ratio dell'istituto stesso, da individuarsi in una fondamentale funzione di garanzia di alcuni essenziali interessi dello Stato-comunità.
L'importanza dell'istituto in questione non è però da ricondurre esclusivamente alla funzione che ad esso è attribuita, ma va anche colta su un ulteriore piano: quello della definizione del tipo di autonomia politica riconosciuta dal Costituente all'ente Regione.
Nel definire il ruolo che il nuovo ente avrebbe ricoperto all'interno dell'ordinamento, già in sede costituente si considerò infatti come l'autonomia regionale dovesse essere intesa "non in senso illimitato e tale da contrapporsi o comunque da nuocere all'interesse generale dello Stato, sibbene in senso di armonia, di coordinazione con questo e conseguentemente in modo da evitare qualsiasi frattura o contrapposizione" .
L'estrema attualità che oggi viene ad assumere il dibattito dottrinale sul tema dello scioglimento del Consiglio regionale si deve tuttavia anche alla profonda incidenza che sullo stesso ha avuto il processo di riforma che ha interessato il titolo V della Costituzione. Con esso, infatti, si è assistito, in attuazione dei principi sanciti dall'articolo 5 della Costituzione, ad un indubbio rilancio dell'autonomia delle Regioni ordinarie, sia attraverso una rimodulazione dei rapporti tra queste ultime e lo Stato, che per mezzo di un intervento direttamente incidente sulla forma di governo delle Regioni stesse.

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10 CAPITOLO I LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE: CARATTERI GENERALI DELL'ISTITUTO E SUA EVOLUZIONE 1.1 L'istituto dello scioglimento del Consiglio regionale ed i suoi caratteri fondamentali Lo scioglimento del Consiglio regionale è un istituto per l'individuazione della cui disciplina occorre fare riferimento, relativamente alle Regioni ad autonomia ordinaria, all'art. 126 della Costituzione, la cui attuale formulazione si deve alla l. cost. n. 1 del 1999. Quanto invece alle Regioni ad autonomia speciale, occorre aver riguardo alla normativa statutaria propria della singola Regione, così come modificata ad opera della l. cost. n. 2 del 2001. La particolare rilevanza dell'istituto in questione risulta con evidenza considerando l'idoneità dello stesso ad incidere sull'autonomia regionale determinandone una significativa alterazione. Lo scioglimento spiega infatti i suoi effetti direttamente nei confronti del Consiglio, organo più autenticamente rappresentativo della comunità regionale, nonché sugli altri organi ordinari dell'ente, dei quali lo stesso risulta privato. Ne consegue la necessità che la misura in questione trovi attuazione esclusivamente in via provvisoria ed in funzione del ripristino, in tempi brevi, degli organi ordinari dell'ente attraverso la riattivazione del circuito democratico- rappresentativo. 8 8 M. SCUDIERO, Lo scioglimento del Consiglio regionale, in Enciclopedia giuridica Treccani, Roma 1991, p.1.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Eugenia Alvisi Contatta »

Composta da 258 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.