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Crisi e politiche economiche a confronto: 1992-93/2007-08

Studio e confronto delle più grandi crisi che hanno colpito l'Italia negli ultimi vent'anni e delle politiche economiche intraprese per superarle.
La principale differenza tra le due crisi riguarda la loro genesi, esse si differenziano tra esogena ed endogena, è endogena la crisi del '92 mentre è esogena quella del 2008. Per endogena si intende una crisi prettamente italiana; essa è figlia di due decenni di politiche economiche volte a soddisfare i bisogni di breve periodo della società, la crisi del '92 rappresenta quindi una sorta di ‘conto’ che l’Italia si trova a dover saldare. Dal momento in cui il grosso debito comincia a essere collocato presso investitori esteri parte un conto alla rovescia, che termina nel settembre del '92 con il ritiro della fiducia da parte degli stessi investitori. La crisi del 2008 è invece esogena in quanto crisi americana che si riflette su tutte le altre economie.

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4 CAPITOLO PRIMO: LA CRISI DEL 1992\93 E LE POLITICHE ECONOMICHE INTRAPRESE 1.1. Situazione economica pre-crisi L’Italia alla vigilia della crisi del 92’ presenta problemi di non poco conto che ne attanagliano l’economia. Fra questi ne vanno ricordati alcuni che, per importanza e peculiarità, rappresentano cause di preoccupazione per la stabilità del sistema economico. Dal 1971, per esempio, il bilancio pubblico presenta una saldo negativo, questo significa che le spese correnti superano le entrate. Per ovviare questo problema il settore pubblico italiano prende a prestito il risparmio privato, non solo per finanziare i suoi investimenti, ma anche per finanziare i suoi consumi. Questo porta a distogliere capitali da investimenti più remunerativi e più utili per l’economia, in altre parole a distruggere il risparmio. A questo va aggiunta una diminuzione della propensione al risparmio delle famiglie italiane, nel decennio 77’-87’ il rapporto tra risparmio privato e reddito nazionale scende dal 32 al 26 per cento. In sostituzione del risparmio privato arrivano così i capitali dall’estero, l’economia italiana assorbe risorse estere: importa più di quanto riesca ad esportare, indebitandosi così nei confronti del resto del mondo. Negli anni che precedono la crisi l’Italia si trova così a dover affrontare due squilibri, il primo riguarda il debito pubblico, cresciuto tra l’81’ e l’86’ da circa il 60% fino a quasi il 90% del prodotto a causa di un eccesso delle spese sulle entrate in media pari all’11,5% del PIL.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Nicola Del Sarto Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1733 click dal 07/09/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.