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L'accesso al bene casa: un nuovo strumento di Welfare

La combinazione dei cambiamenti demografici, istituzionali (si pensi alla riforma del lavoro e a quella delle pensioni) e di mercato avvenute in Italia negli ultimi due decenni si accompagnano a un allargamento dello spazio sociale della vulnerabilità le cui conseguenze si riversano con particolare forza sulle generazioni più giovani. Tali elementi, uniti a un welfare nazionale tradizionalmente poco orientato verso i giovani, hanno influenzato la struttura dei vincoli e delle opportunità che regolano il passaggio alla vita adulta e reso più complesso il pieno raggiungimento dell'indipendenza dalla famiglia di origine.
L'elevata disoccupazione giovanile che caratterizza il nostro Paese, i caratteri connaturati alle nuove tipologie contrattuali (primi fra tutti la temporaneità e le minori tutele) ampiamente diffuse tra i giovani, un sistema previdenziale che non riuscirà a garantire una copertura pensionistica dignitosa per coloro che sono inseriti in carriere lavorative discontinue e “flessibili”, la scarsità di abitazioni economicamente accessibili, le difficoltà di accesso al credito, rappresentano pesanti condizionamenti rispetto alla scelta di intraprendere un percorso di vita autonomo, alimentando forme di sconforto e di insicurezza sociale tra i giovani.
Agli ostacoli che i giovani devono superare per diventare autonomi ed emanciparsi dalle famiglie di provenienza contribuiscono in misura significativa le difficoltà che incontrano nella soluzione del problema abitativo. La sensibile crescita dei prezzi delle case e degli affitti protrattasi per lungo tempo fino allo scoppio della crisi, unitamente all'accentuata instabilità del mercato finanziario dei mutui che ha ulteriormente penalizzato la possibilità d'acquisto, hanno accresciuto negli ultimi anni le difficoltà d'accesso alle abitazioni. La soddisfazione di questo bisogno primario ha avuto difficoltà crescenti sul mercato, ma – allo stesso tempo – non ha trovato grande sostegno nelle corrispondenti politiche sociali che, in paesi come il nostro, da lungo tempo sono completamente assenti [Pizzuti 2011].
Il presente lavoro vuole essere uno stimolo alla ripresa di un confronto concreto e costruttivo, alla ricerca di soluzioni per accedere al “bene casa” secondo un approccio pragmatico, ma rispettoso dei principi costituzionali.
Nel primo capitolo verrà presentato il quadro teorico di riferimento e si analizzeranno alcuni indicatori che descrivono con efficacia la precarizzazione e la fragilizzazione delle condizioni di vita e di lavoro dei giovani. Nel secondo capitolo si osserverà come l'esperienza di un Paese internazionale - gli Stati Uniti del Messico - caratterizzato da un struttura demografica opposta a quella italiana, possa essere studiata per ricercare strumenti di Welfare maggiormente aderenti alla mutata realtà socio-economica.
Tale Paese, premesso che non ha rigidità rilevanti nel mercato del lavoro, garantisce costituzionalmente ma anche finanziariamente, il diritto alla casa. Con le ultime riforme del sistema pensionistico, è stato rafforzato un modello che permette di distinguere, attraverso il metodo di finanziamento a capitalizzazione, una quota parte della contribuzione obbligatoria per legge finalizzata alla maturazione del diritto ad una pensione di base, da un' altra parte di risorse contributive invece destinate al finanziamento di un Fondo che consente l'accesso al credito agevolato per l'acquisto della casa, la costruzione o la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo.
Nell'ultimo capitolo, infine, partendo da alcune considerazioni sulle caratteristiche di base degli assetti del mercato delle abitazioni nel nostro paese, viene prospettata l'ipotesi di uno strumento di Welfare per le giovani generazioni, finalizzato a sostenere l'acquisto di abitazioni, o la loro manutenzione, utilizzando come leva finanziaria i contributi “silenti” della Gestione Separata Inps.

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7 L’accesso al bene casa: un nuovo strumento di Welfare CAPITOLO PRIMO “LA NUOVA SFIDA DELLO STATO SOCIALE IN ITALIA: DISOCCUPAZIONE STRUTTURALE E PRECARIATO DELLE CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO DELLE GIOVANI GENERAZIONI” …. 1.1 VULNERABILITA’ SOCIALE E CONDIZIONE GIOVANILE: QUALI RISCHI SOCIALI PER I GIOVANI La crisi e il cedimento dei sistemi nazionali di welfare, la crescente instabilità e difficoltà di funzionamento della famiglia, istituzione centrale del tradizionale modello di società e di welfare, e il tramonto del modello economico - fordista con la connessa de standardizzazione del mercato del lavoro sono i tre processi di trasformazione che complessificano il quadro generale dello stato sociale in Italia. Punto di partenza della presente indagine, considerata anche la ratio istitutiva delle varie misure di sostegno al reddito e di protezione sociale dell’individuo, non possono che essere la disoccupazione, considerata nella sua poliedrica e mutevole fenomenologia, la segmentazione del mercato del lavoro (a seguito della diffusione dei rapporti di lavoro atipici) e l’invecchiamento della popolazione (con importanti ripercussioni generazionali sui sistemi previdenziali). I temi in esame, infatti presuppongono una serie di considerazioni preliminari su fenomeni che, come qualsiasi altra manifestazione legata al contingente, devono essere intesi non tanto nella loro dimensione prettamente “statica”, in qualità di mero dato statistico, quanto, piuttosto, come realtà “dinamica” in continua evoluzione.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Fabrizia Caringi Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 360 click dal 22/05/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.