Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Libia: un paese ostaggio delle milizie alla vigilia delle elezioni

La Libia si trova in una difficile fase di transizione, c’è un concreto rischio di un prolungata situazione di instabilità. Non c’è stato un movimento unitario di liberazione, la condotta frammentata della guerra civile ha prodotto una serie di gruppi legati a realtà territoriali diverse che hanno avanzato una serie di rivendicazioni nei confronti del CNT che, proprio per questo non è in grado di garantire il mantenimento della pace e dell’integrità territoriale, in questa delicata fase di costruzione dello Stato.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE La Libia ha 60 miliardi di barili di riserve provate di greggio “light” e 1500 miliardi di metri cubi di gas naturale che potrebbero rivelarsi il doppio. E’ il primo produttore in Africa, seguito da Nigeria e Angola. Prima della caduta del regime di Gheddafi, la Cina importava l’11% della produzione di petrolio ed era il massimo partner commerciale libico. Quando sono iniziati i bombardamenti, Pechino aveva appalti per 19 miliardi di dollari ed oltre 30.000 cinesi che lavoravano sul territorio. La politica di contenimento occidentale verso la potenza emergente cinese e qualche vecchio conto da saldare con Muammar Gheddafi, hanno probabilmente influito sulla caduta di un regime che durava da più di 40 anni più dell’emergenza umanitaria sollecitata dalla incredibilmente faziosa campagna mediatica della tv satellitare qatariana Al Jazeera, ripresa poi da tutto il mondo occidentale. La risoluzione ONU 1973 del 17 marzo 2011 promossa dal Presidente francese Sarkozy, è stata poi “la giusta causa” che ha consentito ai ribelli libici appoggiati da una coalizione guidata dalla Nato, alla successiva cattura e uccisione di Muammar Gheddafi. Morto Gheddafi però, i ribelli libici si stanno rendendo conto che la parte più difficile per la costituzione della nuova Libia deve ancora arrivare. Il governo di transizione, non godendo di un solido riconoscimento popolare e disponendo di un esercito nazionale debole e disorganizzato, si trova in difficoltà nel gestire un territorio vasto in cui convivono tribù e milizie armate divise sia culturalmente sia ideologicamente che ora avanzano pressanti rivendicazioni per il contributo apportato alla caduta del Rais. Gli episodi di violenza esplosi in più parti del paese negli ultimi mesi sono un campanello d’allarme di ciò che potrà accadere se la situazione non tornerà sotto controllo. Solo con la realizzazione di un governo unitario e centrale e con

Tesi di Master

Autore: Andrea Pitton Contatta »

Composta da 21 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 271 click dal 06/06/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.