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La raccolta differenziata dei rifiuti. Normativa e organizzazione

La legislazione italiana in materia di rifiuti ha proporzioni inesatte e mancanza di compostezza. Essa è priva di quell’ordine di cui pareva dotato, in una sorta di figura geometrica, il Codice Civile, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 1942 n. 79, con i suoi 2969 articoli, stampati con cura e giunti fino a noi; essa si sottrae al gusto di poter essere tramandata e osservata, data l’enorme quantità di normative che si succedono troppo rapidamente abrogando le precedenti. Nell’interessarmi a questo contesto storico-normativo non semplice, ho strutturato questo mio lavoro in 5 capitoli.
Il primo ha ad oggetto la regolamentazione della materia dei rifiuti nelle direttive adottate a livello comunitario e recepite in Italia.
Nel secondo capitolo, si analizza il “concetto di rifiuto” e la sua “classificazione”, per poi procedere ad un esame della normativa sulla gestione integrata dei rifiuti in Italia.
Il terzo capitolo approfondisce lo specifico ruolo della raccolta differenziata dei rifiuti, all’interno del ciclo-gestione rifiuti, così come regolata dalle direttive Ce.
Nel quarto capitolo sono illustrate le competenze della pubblica amministrazione in materia di gestione integrata dei rifiuti.
Per concludere questo mio lavoro, nel quinto capitolo ho evidenziato come la buona pratica della raccolta differenziata, ha reso “virtuoso” un piccolo comune cilentano del sud Italia, nello specifico il Comune di Pollica.

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1 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI. Normativa e organizzazione INTRODUZIONE “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” 1 . “La natura non rifiuta niente, tutto viene assimilato dal nostro ambiente e spetta a ciascuno di noi fare in modo che ciò avvenga nel modo giusto e conveniente” 2 . L’uomo è comparso sulla terra 5 milioni di anni fa e fino a quando è vissuto in piccoli gruppi nei villaggi, ha mantenuto l’equilibrio naturale delle risorse, perché i pochi rifiuti che produceva venivano riciclati completamente. Nel 5000 a. C. nacquero le prime città e, da quel momento fino ai primi del XVIII sec. d.C., l’economia della grande maggioranza delle famiglie che vivevano sia in città che in campagna era fondata sull’arte del riciclo e del non spreco. Alla fine del 1700 in alcune aree della terra, ancora oggi tra le più ricche, nacque l’industria e con essa le condizioni di vita dell’uomo andarono migliorando. Intorno al 1925 il rifiuto più diffuso era la cenere, ma già il vetro e i metalli venivano scartati. Nel secondo dopoguerra nasce la cosiddetta “civiltà dei consumi”, da quel momento la quantità dei rifiuti è aumentata vertiginosamente, in particolare materiali organici, vetro e carta, prodotti nuovi come le plastiche e i materiali delle industrie siderurgiche. L’eccezionale crescita demografica degli ultimi decenni e l’esplosione dei consumi dei paesi industrializzati, 1 Aforisma di Antoine-Laurent de Lavoisier. Chimico francese. Parigi 1743-1794. 2 N.Cassinetti-R.Del Duro, La raccolta differenziata dei rifiuti e il riciclo delle materie seconde ,Milano 2007, pag.192.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosalinda Scarano Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.