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Processi di semplificazione e aggregazione nel sistema delle Comunità Montane dell'Appennino Forlivese

Questo elaborato ha lo scopo di esaminare, dal punto di vista organizzativo, i potenziali effetti derivanti dal riordino territoriale degli enti locali nella Provincia di Forli-Cesena, derivante dalla legge regionale dell’Emilia-Romagna n.10 del 30 Giugno 2008, con particolare riguardo per i comuni dell’area appenninica Forlivese.
A tal fine è stata effettuata una rilevazione, presso gli enti dell’area, rivolta ad individuare le gestioni, associate e non, dei servizi erogati, e le risorse umane coinvolte (Amministratori, Dipendenti). I dati sono stati elaborati attraverso una Matrice Organizzativa Territoriale (M.O.T) che ha permesso di quantificare, in prima istanza, gli effetti ipotizzabili in tema di semplificazione degli enti e quelli che in sintesi sono indicati come “costi della politica”, in realtà meglio definibili come costi di governo.
Inoltre è stato verificato l’attuale apporto dell’Information and Communication Technology ai Comuni della Comunità Montana Appennino Forlivese e sono state ipotizzate alcune possibili innovazioni (tra cui “La carta dei Servizi”) allo scopo di migliorare la gestione manageriale, la qualità dei servizi e la comunicazione, presso gli enti pubblici considerati.
In particolar modo, in questo elaborato, si ritiene di fondamentale importanza l’utilizzo combinato della M.O.T e della Carta dei Servizi che garantiranno, se saranno correttamente introdotte all’interno della Pubblica Amministrazione, una maggiore chiarezza espositiva, funzionale e gestionale degli Enti Pubblici.

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4 1.Normativa 1 e relativo campo d’applicazione. 1.1 Le ragioni politico-istituzionali alla base della legge regionale dell’Emilia- Romagna n. 10 del 30 Giugno 2008. La legge regionale n.10 del 30 Giugno 2008 traduce in dato normativo gli indirizzi in materia di riordino territoriale e di autoriforma dell’amministrazione regionale e locale indicati dalla Giunta regionale con la deliberazione n.1641 del 5 novembre 2007 condivisi con il sistema delle autonomie locali attraverso la sottoscrizione del“Patto interistuzionale per l’autoriforma dell’Amministrazione, la razionalizzazione delle funzioni ed il riordino territoriale”, avvenuta il 10 dicembre 2007. L’obiettivo è quello di adottare misure di riforma organizzativa e funzionale, al fine di elevare il livello di qualità delle prestazioni e di ridurre complessivamente gli oneri organizzativi, procedimentali e finanziari, nel contesto dei processi di riforma volti alla semplificazione ed al rafforzamento dell’efficacia delle politiche pubbliche e con riferimento agli obiettivi specifici condivisi con Province, Comuni e Comunità montane. La realizzazione di questi obiettivi viene perseguita attraverso l’adozione di misure immediatamente operative, nell’ambito di principi generali che guideranno anche successivi interventi legislativi volti a completare, in particolare, il riassetto organizzativo e la ridistribuzione delle funzioni tra i diversi livelli di governo territoriale, in modo da superare la frammentarietà, attuando comuni obiettivi di coesione territoriale. Gli oggetti della riforma riguardano, in particolar modo:  Il Riordino territoriale, attraverso la riforma delle Comunità montane, con la revisione dei rispettivi ambiti territoriali e la loro valorizzazione quali enti di presidio dei territori montani e di esercizio associato delle funzioni comunali, assimilandole alle Unioni di Comuni, l’incentivazione delle Unioni di comuni, quali livelli istituzionali appropriati per l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi e per la stabile integrazione delle politiche comunali; mediante conferimenti alle Comunità montane riformate ed alle Unioni; la riforma della normativa in materia di programmazione dello sviluppo della montagna, contenuta nella legge regionale n.2 del 2004, con l’obiettivo di semplificare ed accelerare l’operatività degli strumenti ivi previsti e delle relative procedure.  La riorganizzazione dei servizi pubblici locali, attraverso la revisione degli assetti organizzativi ora regolati dalle l.r. 30/1998 e 25/1999 in materia di trasporto pubblico locale e di servizio idrico integrato e gestione dei rifiuti urbani, mediante la razionalizzazione o il superamento delle Agenzie d’ambito ottimale in un quadro di rafforzamento del ruolo regolatorio regionale e di riconoscimento al sistema locale della competenza in relazione all’affidamento dei servizi.  La razionalizzazione organizzativa del sistema degli enti e delle società regionali, mediante la previsione di norme volte a garantire un efficace sistema delle partecipazioni societarie, fondata sul principio dell’interesse pubblico prevalente e con la riduzione degli oneri organizzativi e finanziari e la trasformazione della natura giuridica di alcune società attualmente partecipate dalla Regione. Per ciascuna delle materie interessate dalle misure di riordino territoriale e organizzativo sono individuati i livelli istituzionali cui sono attribuite le funzioni amministrative già collocate presso i livelli e gli enti oggetto di 1 Cfr. L.R. dell’Emilia Romagna n.10 del 30/06/2008.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Riccardo Milanesi Contatta »

Composta da 29 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 205 click dal 01/06/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.