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Uruguay Round

L’Uruguay round è stato il negoziato commerciale più vasto, e probabilmente anche quello di maggiore successo, che sia mai stato intrapreso. Per un periodo di quasi otto anni, oltre 100 paesi si sono attivamente impegnati in una ricostruzione del sistema commerciale internazionale. La loro ricompensa è stata, alla fine di questo lungo sforzo, la World Trade Organization; e, nello stesso tempo, sia un sistema di regole per garantire la prevedibilità e la sicurezza agli operatori e agli investitori di tutto il mondo, sia un ampio contributo all’apertura dei mercati dei beni e dei servizi.
Per la prima volta, tutti i paesi potranno beneficiare di un sistema rapido, severo ed efficiente di composizione dei conflitti commerciali; di regole di concorrenza meglio definite sia per i beni sia per i servizi; di misure e di strumenti predisposti per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale; di una riforma, da qualche tempo attesa, nel settore tessile e in agricoltura. E, infine, di un’istituzione commerciale espressamente concepita per tutto questo: la WTO.
Il GATT, dato per morto durante le varie crisi negoziali, ha invece dimostrato di godere di ottima salute e ha smentito coloro che dubitavano di un risultato positivo. Il GATT non muore, anzi rinasce più forte di quanto si pensasse nel 1986.
L’attività del GATT (General Agreement on Trade and Tariff) fin dalla sua entrata in vigore, nel 1948, si è svolta attraverso una serie di negoziati, i primi cinque dei quali esclusivamente tariffari, basati cioè su concessioni daziarie reciproche concordate per ciascuna voce doganale. Con il Kennedy round (1964-67), che ha rappresentato la prima concertazione diretta ad una riduzione generalizzata dei dazi doganali, per la prima volta il negoziato si è esteso ad una tematica non tariffaria: quella dell’antidumping. Con il Tokyo round (1973-79), oltre ad una nuova riduzione generalizzata dei dazi (35%), sono stati concordati dei codici di comportamento per rimuovere i più importanti ostacoli non tariffari. Infine con l’Uruguay round, oltre a definirsi l’istituzione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, sono stati inclusi nelle trattative anche settori fino allora restati fuori dei negoziati GATT (agricoltura, servizi, proprietà intellettuale). L’agenda dell’Uruguay round è stata lunga, ambiziosa e contiene molto del lavoro non completato durante i precedenti negoziati del GATT ed anche nuovi punti che erano emersi dai più recenti sviluppi nell’ambito del commercio internazionale.
L’obiettivo dell’Uruguay round divenne così di affrontare il numero più alto possibile di problemi che avevano indebolito il GATT e che avrebbero potuto minacciare il ruolo, se non la sopravvivenza stessa, di un sistema commerciale fondato su regole multilaterali. Vi era, peraltro, un diffuso scetticismo sulle possibilità che i negoziatori avrebbero avuto di affrontare con successo queste sfide sempre più complesse. E questo portò più di un autorevole osservatore a pronosticare, forse un po’ troppo affrettatamente, la fine del sistema GATT. Alla fine, infatti, i pessimisti hanno avuto torto e i negoziatori sono riusciti a completare il negoziato nel 1994. E l’Uruguay round rappresenta una pietra miliare nelle trattative commerciali internazionali, non solo perchè ha esteso con successo le regole commerciali comuni incorporate nel GATT a nuove aree del commercio internazionale, ma anche perchè ha mostrato che il multilateralismo negli scambi mondiali costituisce un’opzione ancora percorribile.
Sono molti i motivi che spiegano le difficoltà del negoziato e le conseguenti incertezze che lo hanno circondato. Il numero di parti impegnate nella trattativa era fortemente aumentato a partire dalla conclusione del Tokyo round, nel 1979, ed era ulteriormente salito negli anni nel negoziato dell’Uruguay round. Si erano aggiunti in quegli anni circa trenta nuovi membri del GATT, quasi tutti Pvs. Il numero di paesi partecipanti al GATT era dunque aumentato, ma a scapito dell’omogeneità in termini di interessi nazionali e regionali. Per di più, come si è notato in precedenza, l’Uruguay round si era posto obiettivi molto ambiziosi, tra i quali l’estensione delle regole GATT ad aree fino a quel punto lasciate all’esterno, come gli scambi agricoli e di tessili, gli investimenti commerciali e i diritti della proprietà intellettuale.

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4 INTRODUZIONE L’Uruguay round è stato il negoziato commerciale più vasto, e probabilmente anche quello di maggiore successo, che sia mai stato intrapreso. Per un periodo di quasi otto anni, oltre 100 paesi si sono attivamente impegnati in una ricostruzione del sistema commerciale internazionale. La loro ricompensa è stata, alla fine di questo lungo sforzo, la World Trade Organization; e, nello stesso tempo, sia un sistema di regole per garantire la prevedibilità e la sicurezza agli operatori e agli investitori di tutto il mondo, sia un ampio contributo all’apertura dei mercati dei beni e dei servizi. Per la prima volta, tutti i paesi potranno beneficiare di un sistema rapido, severo ed efficiente di composizione dei conflitti commerciali; di regole di concorrenza meglio definite sia per i beni sia per i servizi; di misure e di strumenti predisposti per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale; di una riforma, da qualche tempo attesa, nel settore tessile e in agricoltura. E, infine, di un’istituzione commerciale espressamente concepita per tutto questo: la WTO. Il GATT, dato per morto durante le varie crisi negoziali, ha invece dimostrato di godere di ottima salute e ha smentito coloro che dubitavano di un risultato positivo. Il GATT non muore, anzi rinasce più forte di quanto si pensasse nel 1986.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Marco Biagino Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.