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La "Pravda e la politica italiana negli anni Settanta"

Informazioni tesi

  Autore: Anna Babenko
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Rita Cambria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

La tesi si basa sull'analisi degli articoli pubblicati dalla "Pravda", organo del Partito comunista dell'Unione sovietica, durante gli anni Settanta e riguardanti la politica italiana e il Partito comunista italiano. Particolare attenzione è stata dedicata alle elezioni del 1976, che hanno visto il maggior successo elettorale del PCI, arrivato alla soglia del sorpasso sulla DC, e il rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse nel 1978.
La tesi evidenzia la particolare prospettiva offerta dalla stampa sovietica su questi eventi, mettendo in correlazione la loro interpretazione e i giudizi espressi con il momento storico e le specificità del rapporto tra PCUS e PCI, che proprio in quegli anni con la guida di Enrico Berlinguer si stava sempre più affrancando da un'ottica filosovietica verso il cosiddetto Eurocomunismo.

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2 INTRODUZIONE La presente ricerca si propone di analizzare le modalità con cui la stampa sovietica ha affrontato alcune delle principali notizie di politica interna italiana nella seconda metà degli anni Settanta. In particolare, si è preso in esame il caso del quotidiano Pravda. Da un lato, nella sua funzione di organo di stampa del Comitato centrale del Partito comunista dell’Unione Sovietica, esso rispecchiava gli apprezzamenti e gli orientamenti ufficiali del governo anche in materia di politica estera, tanto da essere, esso stesso, considerato dagli analisti e dai “cremlinologi” di tutto il mondo alla stregua di una branca della diplomazia sovietica. Dall’altro lato, la Pravda è stata il quotidiano più letto in Unione Sovietica per tutto il decennio 1 , costituendo così per i lettori sovietici una delle fonti più importanti di notizie provenienti dall’estero. I due eventi attraverso i quali si cercherà di analizzare l’atteggiamento della Pravda nei riguardi dell’Italia sono le elezioni parlamentari del giugno 1976 e il “caso Moro” del 1978. Proprio nel periodo in cui il PCI, il più grande partito comunista dell’Europa occidentale, cominciava, insieme al PCS e al PCF, a mettere in atto il suo progressivo allontanamento dall’ortodossia sovietica e ad elaborare nuove formule di una propria peculiare “via al socialismo”, esso conseguì il miglior risultato elettorale della propria storia, tanto da far prospettare a qualche contemporaneo addirittura un “sorpasso” sulla DC. Per quanto il sorpasso non ci sia stato, il risultato del 34% dei voti alla Camera (contro il 38% della Democrazia cristiana) segnò comunque uno spartiacque, costituendo insieme «il punto più alto conseguito dal PCI da solo e l’inizio di una fase di difficoltà» 2 . Uno degli obiettivi di questa tesina sarà, allora, quello di capire se, ed eventualmente in che misura, la nuova linea “eurocomunista” del PCI abbia influito sul modo in cui la Pravda ha descritto la 1 A. Roxburgh, Pravda. Inside the Soviet News Machine, Victor Gollancz Ltd, London 1987, p. 281. 2 G. Pasquino, «Il PCI nel sistema politico italiano degli anni Settanta» in La giraffa e il liocorno. Il PCI dagli anni ’70 al nuovo decennio (a cura di S. Belligni), Franco Angeli Editore, Milano 1983, p. 53.

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