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Seneca. Modello per il teatro elisabettiano

"Le tragedie di Seneca sanno comunicarci il brivido di una sensibilità nuova, aperta alle più tenebrose perversioni ed ai più paurosi abissi dell'umana passionalità".

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PREFAZIONE Ho inteso nel presente lavoro approfondire l’esame del personaggio di Seneca, i suoi scritti, la sua complessa personalità, i travagli, le illusioni, gli errori della vita e del suo pensiero, e dei personaggi delle sue tragedie, in cui il Cordovano imprime tutta la sua vis tragica, e che riveste, nella storia della letteratura, un’importanza particolare. Oltre a costituire l’unico esempio superstite di teatro tragico latino, le tragedie sono state il modello imprescindibile del teatro rinascimentale ed elisabettiano, in particolare di quello shakespeariano. «Le tragedie di Seneca sanno comunicarci il brivido di una sensibilità nuova, aperta alle più tenebrose perversioni ed ai più paurosi abissi dell’umana passionalità»(Paratore). In queste tragedie, fosche e profondamente cupe, egli esplora le pieghe più oscure dell’animo umano con una sapienza psicologica fino ad allora sconosciuta. L’azione messa in scena da Seneca è frammentata, segmentata e raccontata da angolazioni sempre differenti, fino ad avvolgere i protagonisti in una rete inestricabile di crimini antichi e recenti che non potranno venire espiati che con il sangue. 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Stefania Gelormino Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1362 click dal 14/02/2013.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.