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Tutela della dignità del lavoratore e oneri probatori

La tesi tratta il tema di quelle situazioni, che si verificano nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato, in cui il lavoratore, soggetto debole del rapporto di lavoro, viene leso alla sua dignità; mobbing, dermansionamento, accanimento sanzionatorio, trasferimenti illegittimi, eccessivi controlli, molestie sessuali e altri comportamenti classificati come vessatori. L'indagine sfocia nella risposta sanzionatoria che l'ordinamento garantisce al lavoratore e in una disamina di varie sentenze che mostrano l'atteggiamento dei giudici dinanzi alle problematiche in questione.Inoltre si va a vedere come, da un punto di vista strettamente processuale, il lavoratore incontra delle difficoltà nel dimostrare l'avvenuta lesione, a causa della non sempre puntuale distribuzione dell'onere della prova.
L'ultimo capitolo è dedicato ad una digressione filosifico-giuridica sull'uso della retorica all'interno del processo, evidenziandone il grande ruolo che l'arte "del ben parlare" può rivestire nell'avvalorare la propria pretesa in giudizio.

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3 Capitolo 1: Introduzione all’argomento. 1.1 Il rapporto di lavoro subordinato: caratteristiche, fonti, potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro e limiti a questi. Il rapporto di lavoro subordinato nasce dalla stipula di un contratto tra due soggetti, lavoratore da una parte e datore di lavoro dall’altra, titolari di interessi radicalmente contrapposti; se infatti in capo al primo vi è l’esigenza di lavorare per dare a sé e alla sua famiglia un sostentamento economico dignitoso, per il secondo, il quale detiene i mezzi di produzione, l’impiego di soggetti terzi nella propria attività è fondamentale ai fini del funzionamento della stessa. Pertanto, il “contratto di lavoro subordinato” è un contratto a prestazioni corrispettive (“sinallagmatico”) nel senso che per entrambi i contraenti scaturiscono degli obblighi: a carico del lavoratore quello di prestare la propria attività lavorativa in uno stato di soggezione, a fronte della quale spetterà allo stesso una retribuzione, che rappresenta appunto la controprestazione che il datore di lavoro si obbliga a corrispondere al momento della stipula del contratto. Il nostro codice civile del 1942 definisce il prestatore di lavoro subordinato come colui che “si obbliga, mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Salvo Cangialosi Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.