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Quote ed altro: problemi della rappresentanza femminile.

Il presente lavoro nasce da un interrogativo: perché le donne, nelle democrazie di tutto il mondo, sono presenti all’interno dei Parlamenti in modo veramente esiguo? Lo squilibrio che si viene a creare nelle istituzioni rappresentative, tra uomini e donne, non riguarda solo l’Italia, ma è comune a molti paesi. Si tratta, infatti, di un problema globale. È per indagini intorno a questo tema che è nato questo lavoro che si articola in quattro capitoli: nel primo capitolo si cercherà di introdurre il tema della bassa rappresentanza femminile. In particolare verranno analizzati alcuni dati relativi, soprattutto, ai paesi europei; grazie al contributo di due grandi studiose (Joni Lovenduski e Azza Karam) si cercherà di capire cosa le donne possono concretamente fare per migliorare la loro condizione politica e, infine, quali sono i fattori che ostacolano la presenza delle donne in politica; nel secondo capitolo, dopo un breve excursus sul tema della cittadinanza e sulla conquista femminile del diritto di voto, si analizzerà la rappresentanza femminile nell’Unione Europea, il processo di reclutamento legislativo, i percorsi di accesso alle istituzioni, per affrontare poi il problema delle “quote” (considerate uno degli strumenti per superare gli ostacoli che, da sempre, si frappongono alla presenza femminile nelle istituzioni). Nel terzo capitolo si indagherà sul il tipo di quota utilizzato in un universo di oltre 110 paesi mettendo in relazione (con l’ausilio di alcune tabelle) i diversi tipi di quota con il sistema elettorale utilizzato da ciascun paese, al fine di stabilire quale sistema fornisce alle donne i risultati migliori.
Infine, nel quarto ed ultimo capitolo, ci si soffermerà sulla situazione del nostro paese e, grazie ad una simulazione, elaborata nel 2006, si cercherà di capire cosa potrebbe succedere se le quote venissero realmente applicate.

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6 Introduzione Il presente lavoro nasce da un interrogativo: perché le donne, nelle democrazie di tutto il mondo, sono presenti all’interno dei Parlamenti in modo veramente esiguo? Lo squilibrio che si viene a creare nelle istituzioni rappresentative, tra uomini e donne, non riguarda solo l’Italia, ma è comune a molti paesi. Si tratta, infatti, di un problema globale. I Parlamenti di tutto il mondo sono quasi completamente occupati da uomini e permane una forte resistenza a qualsiasi tipo di cambiamento, probabilmente perché, tradizionalmente alle donne viene affidata la sfera privata (in particolare la cura della famiglia) mentre spetta soltanto agli uomini il diritto e il dovere di dedicarsi alla sfera pubblica, dalla quale, quindi, il genere femminile viene sistematicamente escluso. L’interesse verso questo problema è abbastanza attuale. È, infatti, solo nel 1978 che per la prima volta la scienza politica si è occupata dell’argomento “Donne e politica” quando l’European Consortium for Polical Research presentò un workshop intitolato Women and Politics 1 . Sicuramente questo ritardo è dovuto ad un insieme di fattori. Tra questi bisogna sicuramente ricordare il fatto che le donne hanno ottenuto tardi il diritto di poter votare i propri rappresentanti e di poter, quindi, partecipare attivamente alla vita civile e politica del proprio paese. Ancora oggi è evidente che le donne non hanno ancora realizzato appieno la propria cittadinanza (data l’esiguità del loro numero nelle istituzioni pubbliche). Come ha messo in evidenza Alessia Donà 2 , nelle scienze sociali da qualche tempo il concetto di genere si è aggiunto a quello di sesso. Mentre il sesso si riferisce ad un insieme di differenze genetiche e biologiche tra uomo e donna, il genere rinvia, invece, al complesso di significati di diversa natura (sociali e culturali) legati al mondo femminile e a quello maschile. Il genere, inoltre, rivela gli effetti della relazione tra 1 Anastasi A., Parlamento e partiti in Italia: una ricerca sulla classe politica italiana dalla I alla XIV legislatura, Milano, A.Giuffrè, 2004. 2 Donà A., Genere, politica e politiche pubbliche. Verso la ridefinizione di un paradigma? Alcuni spunti per un dibattito, in Rivista italiana di scienza politica, n. 3, 2007, pag. 459.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sandra Gliozzo Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.