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Mirror, mirror. L'Oriente rappresentato in Star Trek Tos.

La tesi affronta l'immagine del Medio Oriente nella narrativa fantascientifica ed in particolare nella serie tv Star Trek Tos. Nello specifico viene analizzata la puntata Specchio, specchio.
La fantascienza è il genere che meglio esplora le ansie, le speranze e le paure del presente riguardo al futuro quindi la sua rappresentazione dell’Oriente nel ruolo dell’ignoto e della minaccia denunciano un sentimento di ansia nei suoi confronti. L'Oriente è sempre reinventato ma sempre nella parte dell’Altro che perennemente fa da contraltare all’Occidente alla ricerca continua della propria identità.

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2 1.Breve Storia dell’Orientalismo 1.1 Origini Per Said, l’Orientalismo è essenzialmente un certo tipo di atteggiamento che subentra, a livello conscio ma anche inconscio, quando in Occidente si tratta, parla, pensa o scrive dell’Oriente. E’ uno stile di pensiero, una forma mentis basata su una distinzione ontologica ed epistemologica tra “l’Oriente” e “l’Occidente”. Per Occidente si intende soprattutto l’Europa e, solo più tardi, gli USA. Mentre per Oriente si intende tutto ciò che sta a Est dell’Europa, dal Medio Oriente all’Estremo Oriente del Giappone. Per sintetizzare al massimo si può dire che in molti casi l’Oriente rappresenta l’opposto dell’Europa, una delle sue più radicate immagini dell’Altro 1 . Secondo Said, si può prendere in considerazione il XVIII secolo come ideale punto di partenza per quella che Said chiama “istituzione corporativa” che ha a che fare con l'Oriente, descrivendolo, insegnandolo e soprattutto dominandolo. 2 Aspetto fondamentale di tutto il nostro discorso è l'egemonia culturale e militare che l'Occidente ha manifestato dal XVIII secolo in poi che ha permesso la longevità della visione Orientalista dell'Oriente e le ha sempre concesso una posizione di forza. Tutti i ruoli attribuiti dalla società occidentale all’Oriente, sono sempre stati caratterizzati da una posizione di inferiorità. 3 Le relazioni di forza nel discorso orientalista moderno stanno alla base del concetto stesso, ma è anche certo che l'atteggiamento di diffidenza, di ostilità e di separazione che L'Europa provava e prova nei confronti di ciò che sta verso Est, hanno radici ben più lontane del Diciottesimo secolo . Sin dai tempi dell'Iliade, dei Persiani di Eschilo dove i Persiani non possono fare altro che piangere la sconfitta di Serse, e delle Baccanti di Euripide riscontriamo già una costante del rapporto tra Oriente ed Occidente , una linea netta di demarcazione. L'Oriente è quel luogo che sta al di fuori, costante fonte di minacce, “noi” ci sentiamo minacciati da “loro”, così distanti e così diversi. Sin dal principio quindi nasce l'idea che l'Oriente e l'Occidente hanno qualità intrinseche, ontologiche differenti se non opposte. 4 L'Occidente plasma, modella l'Oriente. All'Oriente altrimenti silenzioso e pericoloso viene data vita e rappresentazione, in base a quelli che sono i timori ed i desideri dell'Occidente fornendo così sempre una duplice funzione all'Oriente, a volte luogo di desideri inconfessabili e misteri conturbanti, altre come luogo dalle usanze, valori e attributi alieni ed inconcepibili. L'Oriente si è trovato a recitare la parte dell'Opposto complementare sin dall'antichità: dalla nascita del Cristianesimo ai viaggi di Marco Polo, dalla nascita dell'Islam ai pellegrinaggi e le Crociate. Tutti questi avvenimenti hanno creato un “archivio” di esperienze, lenti attraverso le quali l'Oriente è decifrato come un condensato di alienità o come copia “sbiadita”, fasulla dell'Occidente. Considerare molti fenomeni dell’Oriente come copie dell’originale occidentale, permette intanto di soddisfare il fisiologico bisogno di ridurre il grado di estraneità di ciò che non si conosce in modo da poterlo gestire, ed inoltre relegare l’Oriente al ruolo di copia, sminuisce la sua importanza. Ruolo importante nell'immaginario europeo spetta all'Islam. Dalla sua nascita alla sua rapida espansione lungo le coste dell’Africa settentrionale fino alla Spagna nel cuore dell’Europa, fu sempre una fonte di costante preoccupazione, l'Islam arrivò a simbolizzare terrore, devastazione e orde di barbari invasori. 5 Da qualcosa di totalmente nuovo, quindi difficilmente concepibile, l'Islam viene fatto rientrare entro canoni più familiari ovvero allo status di eresia. Rimase diffusa convinzione per diversi secoli, per esempio, che Maometto era in realtà un vescovo deluso per la sua mancata elezione a Papa che 1 Ibidem pp. 1-2 2 Ibidem p. 3 3 Ibidem p.7 4 Ibidem pp 55-56 5 Ibidem p. 59

Laurea liv.I

Facoltà: Mediazione Linguistica e Culturale

Autore: Reda Bruno Saleh Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 537 click dal 05/07/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.