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La centralità del concetto di al-wala' wa-l-bara' nellaformazione del pensiero salafita jihadista contemporaneo

La presente ricerca si prefigge lo scopo di analizzare dal punto di vista storico, testuale-esegetico e, infine, politico-strategico, il ruolo centrale che il concetto di al-wala' wa-l-bara' (la fedeltà e la rottura) ha progressivamente assunto nella formazione del pensiero salafita-jihadista contemporaneo.
Il primo capitolo è stato quindi dedicato all’individuazione degli elementi fondamentali utili ad inquadrare e, successivamente, analizzare lo sviluppo del principio di al-wala' wa-l-bara' nel pensiero salafita jihadista contemporaneo. Nello specifico, sono stati analizzati alcuni passi nodali della lettera intitolata Awtaq 'ura al-iman (I legami più forti della fede) scritta nel 1818 dal più eminente 'alim di Dir'iyyah, capitale del primo Stato saudita, Sulayman Ibn Abdallah al-Wahhab (nipote di Muhammad Ibn 'Abd al-Wahhab), durante la resistenza wahhabita alle truppe egiziane del paša Muhammad 'Ali.
Al-Maqdisi, nell’opera intitolata Millat Ibrahim (La comunità di Abramo) del 1984, analizzata nel secondo capitolo, arriva ad argomentare che il concetto di al-wala' wa-l-bara' rappresenta appunto il cuore della fede islamica, poiché individua nella “religione di Abramo” lo stesso fondamento rappresentato dal tawhid (principio dell’unicità di Dio), insito nella sahadah.
Infine, il terzo capitolo è stato dedicato alla figura di Ayman al-Zawahiri che, attraverso il proprio libro intitolato Al-wala' wa-l-bara' 'aqida manqula wa waqi' mafqud (La fedeltà e la rottura: un principio tramandato e una realtà perduta) del dicembre 2002, compie una vera e propria sintesi ideologica trasferendo la centralità del principio di al-hakimiyyah (sovranità divina) di Sayyid Qutb, al principio al-wala' wa-l-bara', che secondo lui obbligherebbe ogni credente a rompere qualsiasi tipo di legame con gli infedeli e a sostenere i musulmani in ogni
circostanza. Al-Zawahiri, così facendo, sposta l’obiettivo strategico del radicalismo salafita jihadista contemporaneo dal “nemico vicino”, ovvero i governanti empi – primi tra tutti la Casa reale saudita – che affliggono il dar al-Islam (il territorio della fede in Dio), al “nemico lontano” ovvero l’Occidente e, in particolare, gli Stati Uniti d’America e i suoi alleati “giudeocristiani” che, in un tutt’uno inscindibile, rappresentano l’odierno dar al-harb – il territorio della guerra intesa come ribellione a Dio.

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“ “L L’ ’u uo om mo o è è l l’ ’a an ni im ma al le e r re el li ig gi io os so o p pe er r e ec cc ce el ll le en nz za a. . N Ne el ll l’ ’o op pe er ra a s sa an nt ta a d di i s sp pi ia an na ar re e l la a v vi ia a d de el l p pr ro op pr ri io o f fr ra at te el ll lo o v ve er rs so o l la a f fe el li ic ci it tà à d de el l p pa ar ra ad di is so o, , h ha a t tr ra as sf fo or rm ma at to o i il l m mo on nd do o i in n u un n c ci im mi it te er ro o” ” ( (M Ma ar rk k T Tw wa ai in n) )

Laurea liv.I

Facoltà: Studi Orientali

Autore: Andrea Ubaldi Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 796 click dal 02/07/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.