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''Pratesizzabili?'' Da multicultura a intercultura, progetti per l'integrazione della comunità cinese di Prato.

In una società nella quale "non si può non comunicare", come si intrecciano le dinamiche multiculturali e interculturali con i nuovi media?
Ho concentrato la mia attenzione sulla città di Prato e su i cambiamenti sociali, economici, culturale e morfologici avvenuti negli ultimi due/tre decenni grazie/per colpa del fenomeno migratorio, in particolar modo cinese.
Dal 1990 Prato è stata una delle mete preferite da i migranti cinesi del Zhejiang che hanno formato, all'interno del distretto laniero, una delle chinatown più grandi e conosciute d'Europa. I problemi connessi con le migrazioni si sono sommati a quelli economici che hanno colpito la città Toscana e hanno "costretto" le istituzioni locali a muoversi creando processi volti all'integrazione della diversità.
Hanno attuato progetti multiculturali o interculturali? Hanno saputo sfruttare i nuovi media?
Sono partito dal concetto di comunicazione spiegando come "sia impossibile non comunicare" e mettendo in risalto come la comunicazione incida sui concetti di "cultura", "socializzazione", "identità" e "opinione pubblica". Ho analizzato e approfondito prima il significato di "multicultura" e poi quello di "intercultura".
Nel quarto e quinto capitolo mi sono soffermato ad analizzare la città di Prato sotto diversi punti di vista facendo una distinzione tra Prato prima del 1990 e Prato dopo il 1990 mettendo in risalto i cambiamento avvenuti in conseguenza all'immigrazione cinese.
Nell'ultimo capitolo, quello di analisi, ho riportato i dati delle interviste condotte ai cittadini pratesi e a quelli cinesi sul tema multicultura, intercultura e integrazione ed ho analizzato i principali progetti "web" realizzati dalle istituzioni locali.

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Introduzione Come comprendere i comportamenti delle persone quando queste non condividono un'esperienza culturale comune? Oggi, vivendo in una società che è allo stesso tempo globale e locale, tutti ci confrontiamo con tale questione ogni giorno. Per provare a rispondere a questa domanda, penso possa essere utile capire di che genere di comunicazione abbia bisogno una società pluralistica per cercare di conciliare la diversità culturale con la coesione sociale; il che vuol dire capire come la comunicazione possa riuscire a creare un clima di rispetto, di tolleranza, favorendo l'integrazione "del diverso". L'Europa è da sempre continente al centro di flussi migratori, nel corso della storia più volte è stata porto di partenza per le "terre" da scoprire e più volte anche "terra promessa" e meta di speranza per popoli in cerca di condizioni di vita più accettabili. L'Italia, in virtù della sua posizione geografica che la rende una delle porte di accesso/partenza da e per nuovi "mondi", è uno dei paesi maggiormente interessati ai processi migratori internazionali. Nel nostro Paese, quindi, osserviamo da tempo realtà direttamente riconducibili alle nozioni di multicultura e intercultura. Nel lavoro che mi appresto a cominciare vorrei stringere ancora di più il campo di studio e concentrarmi sull'area della Regione Toscana. La Toscana, infatti, è una delle zone maggiormente "colpite" dai flussi migratori dell’ultimo quarto di secolo. Le città toscane sono profondamente cambiate nella loro morfologia e hanno risentito, talvolta pesantemente, di questi massicci flussi migratori. Uno degli esempi maggiori, e sul quale voglio andare più a fondo, è quello della comunità di migranti cinesi presente nella città di Prato. In poco più di venti anni queste persone hanno formato una delle più grandi concentrazioni osservabili in Europa, per di più, all'interno di un'area molto limitata, provinciale, andando così a sconvolgere, ovvero a modificare, il delicato equilibrio socio- economico del territorio. Dopo un primo periodo di pura "osservazione", le istituzioni, per rispondere alla richiesta dei cittadini "autoctoni", hanno cercato di affrontare il problema chiamando in causa "più saperi esperti". Negli ultimi anni, invece, si è cercato di affrontare il problema seguendo diversi approcci e punti di vista: legale-giuridico, economico e, per l’appunto, culturale. Ebbene, è proprio quest'ultimo punto di vista che interessa maggiormente il mio studio. Le istituzioni locali quali progetti hanno realizzato, da un punto di vista "comunicativo-culturale”, per creare integrazione e per migliorare la convivenza di una realtà irrevocabile? Da un punto di vista, per così dire, "teorico" questi progetti hanno sposato l'idea 7

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Manuel Bianconi Contatta »

Composta da 239 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1254 click dal 05/07/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.