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Una politica differente. Gli anarchici di Carrara e le istituzioni durante la resistenza e il dopoguerra.

Il movimento libertario di Carrara è stato contraddistinto da tratti significativi e peculiari. La presenza delle cave di marmo ha fatto si che nella zona, ancora prevalentemente agricola, si sviluppasse un primo nucleo di operai salariati più sensibili alle istanze libertarie che a quelle socialiste e comuniste. Agli inizi del secolo i cavatori potevano contare su l' efficienza della locale Camera del Lavoro guidata da Alberto Meschi e questo permise loro di riuscire ad ottenere i primi successi e le prime garanzie per i lavoratori del marmo. Il periodico camerale “Il Cavatore” dal 1911 ha portato avanti un' analisi dettagliata e approfondita delle vicende degli operai carraresi, seguendo con attenzione l' evolversi delle vicende storiche e politiche: il grande fermento del “biennio rosso”, l' inzio delle violenze fasciste, la presa del potere da parte di Mussolini. Uno degli elementi che rende molto particolare il binomio anarchismo-Carrara è l'attività di squadre partigiane anarchiche autonome. Immediatamente dopo l' 8 Settembre furono i primi ad organizzarsi e a dare sostegno alle prime azioni di resistenza ai tedeschi che stavano innescandosi. L' azione delle brigate partigiane anarchiche fu particolarmente intensa,e determinante per la zona apuana. L' altro elemento molto particolare della lotta di resistenza apuana è che molti anarchici entrarono fin dal '44 a far parte degli organi del CLN. Il fatto, che di per se avrebbe potuto rappresentare una contraddizione era significativo dell’ importanza del movimento nella città. Era necessario, nonostante i numerosi contrasti con i partiti componenti il CLN, mantenere un ruolo all'interno del comitato per poter controllare e in qualche modo condizionarne le scelte. Gli anarchici quindi entrarono a fare parte delle giunte provvisorie provinciali e comunali. L' azione dei libertari carraresi non terminò con la fine della guerra; anzi misero in atto una serie di iniziative volte a fronteggiare la pesante crisi economica e la disoccupazione dilagante. L' importanza della cittadina apuana per l' anarchismo si sarebbe riscontrata nel settembre del 1945 quando presso il teatro Verdi si tenne il primo congresso Nazionale della FAI. In questa occasione venne posta una cornice organizzativa alle diverse organizzazioni anarchiche presenti in Italia e sopratutto vennero esplicitati i presupposti per la ricostruzione del paese secondo il modello libertario. Vennero ribaditi i concetti chiave come la lotta allo stato, alla chiesa e alla monarchia e vennero portate avanti analisi approfondite sul ruolo ed il significato delle elezioni.

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7 Gli anarchici a Carrara e i rapporti con le altre forze politiche allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale Il socialismo libertario, già all' inizio del '900, aveva trovato a Carrara un forte radicamento. L' industria marmifera che si era sviluppata aveva portato fin dagli inizi del XIX secolo a una forte crescita della popolazione e della manodopera attratta dalla possibilità di lavoro 11 ; la presenza di un numeroso nucleo di operai caratterizzava questa zona anche quando l' Italia era ancora un paese prevalentemente agricolo. I lavoratori del marmo, spinti soprattutto dalle pessime condizioni di vita, si erano ben presto organizzati attorno alla Camera del lavoro, guidata nel primo decennio del 900, da Alberto Meschi arrivando ad ottenere nel 1913 le 8 ore di lavoro 12 . I dissidi all' interno degli stessi lavoratori del marmo erano molteplici, già nei primi anni del 900 i Socialisti si erano distaccati dalla Camera del Lavoro 13 e anche in occasioni precedenti avevano avuto diverbi con i gruppi anarchici, e si erano avvicinati al comitato dei Cavatori 14 Il movimento operaio apuano continuò il suo sviluppo e il suo forte radicamento nel territorio. La prima guerra mondiale aveva lasciato il paese distrutto e disorientato. Il primo dopoguerra fu caratterizzato dall' accentuarsi delle tensioni e degli scontri ideologici in tutto il paese. La 11 G.VATTERONI, Sindacalismo, anarchismo e lotte sociali a Carrara dalla prima guerra mondiale all' avvento del fascismo, Carrara, Il baffardello, 2006, p.15 12 H ROLLAND, Il sindacalismo anarchico di A.Meschi ,Firenze, La nuova Italia, 1972, p. 279 13 L.GESTRI, Capitalismo e classe operaia in provincia di Massa Carrara,Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1976, p. 288 14 Ibidem

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Ludovica Matteucci Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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