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Offerta Pubblica Iniziale (IPO) e quotazione in Borsa

Informazioni tesi

  Autore: Federico Tolo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Sabino Fortunato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

La tesi tratta delle dinamiche che portano alla quotazione in Borsa i titoli di una società emittente per la prima volta. Tale processo consta di numerosi ed articolati passaggi disciplinati in modo frammentario all'interno dell'ordinamento italiano. La parola cardine in tema di ammissione alla quotazione in Borsa di una società è IPO: acronimo delle parole inglesi "Initial Public Offering". Tale offerta al pubblico di prodotti finanziari soggiace alla disciplina contenuta nel t.u.f. (testo unico finanziario) del 1998 in tema di Offerta al pubblico di prodotti finanziari. Nel caso di offerta iniziale, il fine ultimo che nella maggioranza dei casi è perseguito, consiste nela raggiungimento della adeguata diffusione dei titoli della società emittente fra il pubblico degli investitori (c.d. flottante). Quest'ultimo è uno dei requisiti richiesti dal Regolamento della società che gestisce i mercati italiani (Borsa Italiana s.p.a.) unitamente ad altre condizioni poste affinchè una società possa ottenere l'ammissione alla quotazione sui mercati regolamentati ("Listing") e la successiva negoziazione sugli stessi dei titoli emessi ("Trading") una volta, appunto, avvenuta l'IPO.

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5 CAPITOLO I STORIA DEI MERCATI 1. Evoluzione dei mercati azionari «Siete mai stati in un borgo di campagna in un giorno di fiera? [...] Quella fiera è un mercato, ossia un luogo dove, a giorno fisso e noto per gran cerchia di paesi intorno convengono […] i venditori […] e sulla fiera convengono da ogni parte […] moltitudini di compratori, desiderosi di rifornirsi […]. Forse vi sarà accaduto anche di passare un qualche mattino, tra le undici e mezzogiorno, dinnanzi a un palazzo su cui è scritto “Borsa”. Se la curiosità vi ha spinto ad entrare […] avrete osservato gran folla di signori […] che ogni tanto tirano fuori di tasca un taccuino e una matita e segnano qualcosa […]. Anche quello è un mercato. Non vi si vendono le merci negoziate, perché per comprare e per vendere non è sempre necessario, come si fa sulle fiere e nelle botteghe, vedere e toccare con mano la merce. Nelle borse si vendono titoli di stato, azioni di società anonime, obbligazioni di comuni o di istituti di credito fondiario, ossia pezzi di carta aventi un valore più o meno alto ma tutti uguali, quelli della stessa specie, gli uni agli altri. Non è necessario vedere e toccare perché il venditore non può consegnare, quando sia giunto il momento di eseguire il contratto, se non quel preciso pezzo di carta con su scritte quelle certe parole e non altro» 1 . Questa è la suggestiva spiegazione dei mercati da parte di Luigi Einaudi, padre nobile della nostra Repubblica e suo autorevole presidente dal 1948 al 1955, per far comprendere come la Borsa sia un mercato in cui si svolgono le operazioni di acquisto e di vendita, non di tradizionali prodotti commerciabili, come da sempre accaduto, ma di particolari categorie di valori chiamati, nelle moderne piazze di affari, strumenti finanziari. 1 EINAUDI, Lezioni di politica sociale, Torino, rist. 2004, p. 3-4.

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