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Valutare il PGT di Milano? VAS e Piano di Governo del Territorio

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Colombo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale
  Relatore: Paolo Galuzzi
Coautore: Boraso Alessandra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

La scelta del tema della Valutazione Ambientale Strategica, deriva dalla consapevolezza che la pianificazione territoriale e urbanistica non può più prescindere da una verifica degli effetti da essa prodotti sulle risorse ambientali.
Il piano è uno degli strumenti che si occupa delle risorse di un territorio, volto a determinare una logica distribuzione ed un uso appropriato e compatibile. Deve essere lo strumento che combina al meglio conservazione e sviluppo, ma occorre un approccio integrato alla pianificazione delle risorse territoriali e spaziali, tese a garantire la vitalità del territorio, investendo nella produzione di capitale naturale e sociale.
Le città dovrebbero essere la sede per la declinazione operativa, tangibile, della “qualità urbana”: intesa in primis come qualità della vita dei suoi abitanti, da articolare coniugando le esigenze del benessere economico e del mantenimento, o addirittura della valorizzazione, delle risorse naturali.
Una sfida non da poco, a cui, teorici e tecnici devono fornire rapidamente, se non delle soluzioni, almeno delle strade percorribili per imporre le città quali sedi elettive del perseguimento dello sviluppo sostenibile; individuando delle possibili forme di gestione delle trasformazioni urbane che, in armonia col territorio circostante, possano ripensare le funzioni e le reti già presenti, ampliandole, migliorandole, rendendole più efficienti. Riqualificando l’urbanizzato, favorendo interventi di demolizione e ricostruzione, piuttosto che consumando nuovo suolo a ritmi vertiginosi. <>(Campos Venuti G. “il contenuto strutturale del Nuovo Piano” , INU.XXVI Congresso nazionale. "Il nuovo piano",2008.)
La Valutazione Ambientale Strategica si pone come strumento operativo rivolto a sperimentare soluzioni efficaci per il perseguimento della sostenibilità, si orienta a compiere un ruolo significativo nel processo decisionale di piano in cui si inserisce, e ad operare l’inserimento e l’integrazione in esso delle problematiche ambientali, assegnando così un ruolo strategico all’ambiente e alla qualità delle componenti ambientali nella strutturazione dei Piani.
L’elaborato compie un osservazione analitica, interpretativa ma soprattutto critica della Valutazione Ambientale Strategica redatta dal Comune di Milano in relazione all’adozione del nuovo Piano di Governo del Territorio. Abbiamo cercato di indagare le scelte e le idee che hanno condotto la redazione del Rapporto Ambientale ponendoci due quesiti di indagine fondamentali: qual è la problematica rilevante per la città? E quale la soluzione proposta dal Piano e dalla VAS in merito ai suoi effetti?
Trattandosi di un piano dagli “obiettivi e ideali ambiziosi” e dalle altrettanto profonde contraddizioni e problematiche, il processo di Valutazione compiuto per esso ha mostrato fin dai primi passi discrepanze logiche e metodologiche oltre che di contenuto.
Creare una nuova attrattività, aumentare la popolazione in maniera esponenziale, dare vita alla “città pubblica” aumentando i servizi pubblici, verde attrezzato riducendo le “aree agricole libere degradate”, attribuire attraverso un particolare meccanismo perequativo la libera trasferibilità dei diritti edificatori sull'intero territorio urbano, conferire un indice territoriale unico per tutto il territorio consolidato per guidare la trasformazione dell’esistente, la completa liberalizzazione delle funzioni e una politica dei servizi basata sulla sussidiarietà e complementarietà dei servizi forniti da privati. Una città “ideale” che per quanto si ipotizza troverà completo compimento entro il 2030.
Le scelte proposte dal Piano di costruire una nuova città vivibile, attrattiva ed efficiente, nonostante dirette dalla volontà di un cambiamento “radicale e profondo” della città verso una nuova forma e qualità urbana e di vita dei suoi cittadini, dimostrano nei fatti contraddizioni a questi stessi propositi. Scelte peculiari del Piano che la VAS apprende e a cui il più delle volte tende a conformarsi evitandone talvolta la valutazione degli effetti.

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19 La VAS, raccordo tra strategie di sviluppo e valutazione ambientale. Da sempre l’uomo valuta il suo ambiente e ne è influenzato. Il concetto di ambiente è mutato nel tempo in relazione alle necessità di ambientazione dell’uomo. Oggi la que- stione ambientale s’impone come globale e strategica. La sorte delle forze di sviluppo umano è sempre più condizionata dalle impostazioni ambientali. A un mondo diviso se ne sta lentamente sostituendo un altro in cui le priorità sono concentrate in un valore semplice: compatibilità uomo-ambiente. Dall’appropriazione di questo valore passano il successo o il fallimento delle civiltà future. Da esso dipendono l’organizzazione della società, della produzione, del tempo libero, della vita delle persone. Alla fine degli anni ’60 alcuni esperti hanno iniziato a considerare nuove variabili di que- sto rapporto, come gli impatti ambientali o le esternalità del mercato (i“costi/effetti” non considerati dal mercato). La valutazione di impatto ambientale nasce proprio in quel periodo negli USA per preservare gli equilibri ambientali dello sviluppo. Si iniziò in quel periodo a confutare l’industrializzazione forzata con due nuovi atteggiamenti: la considerazione dell’ambiente come variabile dello sviluppo e il concetto di limite nelle possibilità d’uso delle risorse naturali. Oggi possiamo affermare che il sistema uomo- ambiente è complesso, dinamico, interdipendente: le comunità umane s’insediano su un territorio, vengono influenzate dalle condizioni ambientali, usano le risorse, cercano di adattarsi, di ambientarsi. L’ambiente fornisce all’uomo tutto ciò che gli serve per la vita: acqua, ossigeno, nutri- mento, energia e materie prime. Come ogni altro essere vivente gli uomini si adattano alla disponibilità di risorse e in generale al contesto territoriale ma, più di ogni altra spe- cie, essi hanno grandi capacità di alterare il contesto e di modellare il paesaggio circo- stante. In molti casi gli impatti antropici sono positivi, finalizzati a facilitare i presupposti della sua ambientazione; in altri casi sono negativi, ad esempio quando gli ecosistemi sono sovraccaricati dagli scarti umani, dai rifiuti e dall’inquinamento. Se le risorse prele- vate e i residui rilasciati dall’uomo sono relativamente limitati, nello spazio e nel tempo, si stabiliscono condizioni di normale equilibrio ecologico; altrimenti l’ecosistema evolve verso situazioni patologiche, con danni per la qualità della vita delle stesse persone. La città odierna dovrebbe essere la sede della “qualità urbana”, intesa in primis come qualità della vita dei suoi abitanti, coniugando le esigenze del benessere economico e del mantenimento, o addirittura della valorizzazione della risorse naturali. Una sfida im- portante cui necessita fornire rapidamente, se non delle soluzioni, almeno delle strade percorribili per imporre le città quali sedi elettive per il perseguimento dello sviluppo sostenibile. È necessario un ripensamento delle politiche urbane “espansionistiche” a scapito delle aree libere di cintura, prevalentemente agricole. Per poter garantire un futuro sostenibile delle città è necessario invertire la rotta, individuando le possibili La VAS nei Piani di Governo del Territorio

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rapporto ambientale
pgt milano
indici territoriali

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