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I Viaggi del Ventaglio: crisi di un'impresa o di un modello?

Affrontare la crisi d’impresa, seppur inserita nella visione dell’industria turistica, rappresenta sicuramente un compito non agevole.
Le crisi, infatti, come chiarito anche da Sergio Sciarelli “sono di solito l’epilogo di un processo di degrado progressivo degli equilibri economici e finanziari dell’impresa, che dovrebbe- in presenza di idonei strumenti di controllo- potere essere avvertito nelle sue prime fasi, allorché gli effetti non hanno ancora compromesso o minacciato di compromettere irreparabilmente la sopravvivenza aziendale”. Per questo motivo, non vi è quasi mai un unico elemento scatenante la crisi, essendo essa piuttosto il risultato di una serie di eventi concatenati tra loro.
Poste tali considerazioni, nel caso in esame sono stati individuati i fattori, che ad avviso di chi scrive, sono stati determinanti nel processo di declino, conclusosi con il fallimento, di una società che rappresentava il secondo Tour Operator a livello nazionale: I Viaggi del Ventaglio.
La domanda -proposta nel titolo- alla quale si è cercato di fornire una risposta quanto più dettagliata e precisa è stata formulata con l’obiettivo di individuare se le cause del fallimento di questo importante T.O. siano state determinate da una crisi interna all’impresa, non riconosciuta e quindi non arginata tempestivamente dai vertici aziendali, piuttosto che da una crisi del modello proposto; in tale ottica, quindi, nella prima parte del lavoro sono state raccolte le principali teorie dottrinarie in ordine alla gestione d’azienda e sono stati forniti brevi cenni di diritto fallimentare, mentre nella seconda parte è stata posta l’attenzione sul ruolo dell’intermediazione turistica e sulle dinamiche competitive e di mercato, inserite nel più ampio quadro delle logiche del settore turistico.
La terza e ultima sezione del lavoro rappresenta il focus principale dell’argomentazione: è stata svolta una ricerca incentrata sul caso specifico, cercando di ricostruire la storia della società- dichiarata fallita nel luglio scorso- negli ultimi dieci anni esaminando l’assetto proprietario e gli investimenti effettuati, nonché analizzando la mission dell’impresa e le strategie perseguite.

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4 CAPITOLO I 1. Introduzione: crisi di legalità e crisi economiche Un’organizzazione imprenditoriale è investita da una crisi di legalità quando al suo interno si registrano condotte importanti connotate da violazione di leggi e/o di regolamenti e quando tali comportamenti producono irregolarità che espongono a grave pregiudizio gli interessi dei soggetti coinvolti nella sua attività o che mettono a rischio l’esistenza stessa dell’impresa 1 . Le crisi di legalità quindi non trovano causa nelle disfunzioni di gestione dell’impresa o nelle conseguenze di sfavorevoli congiunture. Normalmente l’ordinamento prevede che vengano istituiti peculiari sistemi di controllo interni o esterni; di fronte a gravi irregolarità o a specifiche situazioni di settore l’ordinamento impone all’imprenditore di adottare specifici comportamenti, arrivando a sottrarre al medesimo, in via temporanea o definitiva, il potere di gestione dell’impresa. Con riferimento alle società per azioni ed alle società cooperative, la disciplina codicistica consente all’autorità giudiziaria che riceve una denuncia di gravi irregolarità di gestione, di assoggettare la società a uno specifico controllo esterno sull’amministrazione. All’esito del controllo, il tribunale può disporre opportuni strumenti per il ripristino della legalità e nei casi più gravi revocare gli amministratori e i sindaci, nominando un amministratore giudiziario. Per quanto riguarda le crisi economiche, innanzitutto occorre porre attenzione sul concetto di garanzia patrimoniale, intendendo con tale definizione quel patrimonio del debitore che è posto dalla legge a garanzia dei crediti verso terzi. Infatti, ai sensi dell’articolo 2740 del codice civile, il debitore risponde delle sue obbligazioni con tutti i suoi beni, presenti e futuri: il suo patrimonio è dunque in soggezione rispetto al diritto del creditore di soddisfare i suoi crediti. Il nostro ordinamento è particolarmente attento alla necessità di preservare l’integrità della garanzia patrimoniale dei creditori, con la conseguenza che nel caso essa venga meno si determina una crisi dell’impresa per disfunzioni di tipo economico. Posto che lo scopo dell’impresa è la creazione di valore, si verifica una crisi economica nel caso in cui si producano e si stabilizzino anomalie che non consentono di raggiungere tale obiettivo. 1 AA.VV., Diritto fallimentare - manuale breve, Milano, Giuffré, 2008, pag. 6 e segg.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giulia Petrarca Contatta »

Composta da 73 pagine.

 

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