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Il turismo fluviale in Europa: problematiche e prospettive in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Sonia Buffoli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Progettazione e gestione dei sistemi turistici
  Relatore: Andrea Macchiavelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

La mia tesi si occupa di indagare le problematiche e le prospettive di turismo fluviale nel nord Italia combinando un approccio economico con l’analisi dei fiumi quali contesti territoriali, con l'obiettivo di valutare le potenzialità turistiche che essi hanno. Analizzerò dapprima il turismo fluviale nelle nazioni europee in cui è già ben sviluppato (Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Spagna), per poi rintracciare le caratteristiche e le potenzialità turistiche presenti nell’area del nord Italia, in cui il turismo fluviale è ancora alle fasi iniziali, mostrandone i punti di forza e di debolezza, che se adeguatamente gestiti potrebbero far diventare anche l’Italia una nazione attraente per i turisti fluviali. Ho scelto di analizzare solamente il nord Italia perché la maggior parte dei fiumi e dei canali navigabili italiani si trova in quest’area, grazie alla particolare conformazione del territorio, dedicando particolare attenzione al fiume Po.

La tesi si sviluppa in cinque capitoli: nel primo ho descritto il contesto nel quale negli anni ’70 si viene a creare il turismo fluviale, partendo dal turismo sostenibile per poi dare una definizione di questo nuovo modo di fare turismo; ho poi affrontato le tipologie di turismo fluviale presenti (crociere fluviali, escursioni in battello, houseboat ecc..) analizzandole. Inoltre ho descritto le caratteristiche che devono avere fiumi e canali per essere navigabili e ho fatto una ricostruzione storica della navigazione fluviale sia in Europa che nel nord Italia, in particolare concentrandomi sulla rete dei navigli e su l’idrovia padano-veneta che sono le vie di navigazione fluviale che posseggono un passato importante, in quanto vie di comunicazione e commercio molto note ed utilizzate nell’antichità.

Nel secondo capitolo mi sono occupata della domanda di turismo fluviale in Europa, quindi dell’individuazione delle componenti motivazionali, psicologiche, sociali ed economiche del turista fluviale, analizzando la dimensione ed il valore del mercato europeo in ambito fluviale, e descrivendo cosa i turisti fluviali desidererebbero veder migliorato lungo le idrovie.

Nel terzo capitolo ho scritto dell’offerta di turismo fluviale presente in Europa, iniziando a descrivere la navigabilità, la potenzialità in termini di attrazione delle idrovie navigabili europee e dei territori che attraversano, e facendo una panoramica degli operatori turistici coinvolti nell’offerta, dei prodotti disponibili e dei relativi pacchetti di turismo fluviale, valutandone il contenuto ed il prezzo. In questo capitolo ho anche analizzato l’utilizzo del web, in crescita in questi ultimi anni, nell’ambito della promozione e vendita dei prodotti di turismo fluviale. Il paragrafo 3.1 è dedicato a tre tra le più importanti iniziative di cooperazione intraprese sia a livello regionale che transfrontaliero (Donauhanse Project 2003-2006; Piano Rodano 2007-2013; Programma operativo Interreg IV Alto Reno 2007-2013). Infine mi sono dedicata alla descrizione di alcuni casi di buone pratiche di turismo fluviale presenti in Camargue (Francia); lungo il Tamigi (Inghilterra); e sul fiume Danubio, che serviranno da punto di partenza per rintracciare i punti di forza e di debolezza del sistema turistico fluviale del nord Italia e ci aiuteranno ad immaginare delle soluzioni sia per quanto riguarda la valorizzazione dei punti forti sia per il miglioramento delle carenze presenti.

Il quarto capitolo presenta una panoramica dei fiumi e dei canali navigabili nel nord Italia ed indica l’offerta turistica presente in quest’area, descrivendo le imprese di navigazione, gli operatori turistici e gli itinerari proposti. L’ultimo paragrafo è stato dedicato al fiume Po, analizzando le forme di turismo sviluppatesi negli ultimi dieci anni e concentrandomi sulle iniziative pubbliche intraprese nell’ambito del turismo fluviale e facendo un’analisi della dell’offerta e domanda turistica presente lungo il fiume. In questo contesto sono state analizzate: la ricettività alberghiera ed extra alberghiere dei territori del Po; gli operatori fluviali presenti; i servizi e le attività complementari che vanno a costituire il prodotto turistico del Po; la tipologia di turisti che praticano turismo fluviale in quest’area; ed i commenti e le critiche mosse dai turisti per quanto riguarda l’offerta turistica fluviale in questi territori.

Il quinto ed ultimo capitolo è dedicato all’analisi delle prospettive per il turismo fluviale nel nord Italia, descrivendo i punti di forza e di debolezza del sistema idroviario e cercando di suggerire alcune soluzioni, ricavate dallo studio del turismo fluviale nelle altre nazioni europee, che potrebbero costituire un punto di riferimento anche per i territori italiani non propriamente turistici, diventando un elemento importante dell’economia locale.

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10 1. IL TURISMO FLUVIALE: ORIGINE E TIPOLOGIE Il fiume di sera è immobile e liscio; i colori di maggio si aprono tutti; un'onda improvvisa si porta via la luna e l'acqua di marea arriva col suo carico di stelle Yang-ti 1.1 Il turismo sostenibile: principi e documenti a scala internazionale Nel 1972 Meadows pubblicò “I limiti dello sviluppo”, un libro che mise in dubbio il credo incondizionato nel progresso e portò alla consapevolezza che la finitezza della biosfera potesse porre limiti alla crescita economica. In quello stesso anno si tenne la Conferenza di Stoccolma, la prima che, su scala mondiale, toccò i temi ambientali e adottò una Dichiarazione che affermava che la tutela ambientale era parte integrante dello sviluppo, uno sviluppo compatibile con le esigenze di salvaguardia delle risorse. Da questo momento in poi la terra venne vista come un sistema limitato, appartenente a tutti gli esseri umani e bisognoso di tutela e protezione. In quegli anni nacquero anche le prime Associazioni ambientaliste. All’inizio degli anni ’80, anche l’industria turistica divenne consapevole che i propri modelli tradizionali di sviluppo generavano impatti negativi sull’ambiente e sulla comunità ospitante. Nacque così l’esigenza di una

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