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Il gioiello non prezioso

Le argomentazioni trattate nella tesi vogliono dimostrare come il gioiello non prezioso possa essere considerato uno strumento privilegiato attraverso il quale analizzare la società. Un oggetto come questo, appartenente al superfluo, racchiude in sé numerosi significati e prospettive di studio dal punto di vista storico, antropologico, sociale ed economico.
Benché la moda del vestiario e quella dell’accessorio vadano di pari passo, il bijou non prezioso risulta totalmente privo di un’utilità oggettiva, a differenza di abiti e accessori, quali cappelli, guanti e scarpe, che vengono utilizzati per riparare il corpo. Il ruolo del gioiello “falso” è puramente decorativo e simbolico, in quanto svolge una funzione di rappresentazione di sé; inoltre, differentemente da quello prezioso, non racchiude in sé la necessità di dimostrare quale siano la propria ricchezza e la posizione sociale occupata.
Con il bijou fantasia viene a meno il borghese mito dell’oro, in cui a fare la differenza è ciò che si ha come simbolo di ciò che si è. Si può dire che nasca la società dell’apparire, in cui si cerca in parte di sembrare ciò che non si è realmente, mostrando ciò che si vorrebbe essere: una collana di strass, splendidamente falsi, può essere indossata da qualunque donna, facendola sentire parte di un sistema a cui non appartiene. La costume jewelry può essere considerata quindi, allo stesso tempo, un segno ed un fattore di sviluppo economico e di emancipazione sociale.

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38 CAPITOLO 1 La democratizzazione della moda Capitolo 1 Analisi storica

Laurea liv.I

Facoltà: Design

Autore: Silvia Segalini Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.