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Inviati senza frontiere. I barzini e l'evoluzione di un mestiere

Quante le dinastie succedutesi che hanno fatto e fanno questo Paese. L’Italia dei grandi casati, vanta forse una delle più riconosciute dinastie al mondo. Una famiglia che ha cavalcato cento anni di storia e che come una calamita si è trovata sempre lì dove la storia si è fatta.
E’ stata la famiglia dei giornalisti Barzini a conquistare una popolarità mondiale, al di qua e al di là dell’oceano. Ancora oggi, come decine di anni fa, il cognome Barzini è sinonimo di grande giornalismo.
Da Luigi Barzini Senior che ha dato prestigio all’inizio dello scorso secolo alla mitica figura dell’inviato fino al figlio, che non condivide solo la stessa professione ma anche lo stesso nome, Luigi Barzini Junior. Uno spirito cosmopolita che si tramanda di generazione in generazione, una garanzia di qualità, imparzialità e spessore intellettuale.
Due grandi inviati di guerra, che in nome dell’informazione, hanno vissuto la drammaticità che ogni conflitto si porta dietro.
Nell’elaborato dedicato alla penna di una famiglia unica nel suo genere, verrà analizzata la figura del reporter in guerra attraverso le vite di Barzini Senior prima e Barzini Junior poi, il loro ruolo nelle trincee e la censura che ogni volta ha bastonato la verità.
Sarebbe risultato di scarsa utilità viaggiare nel tempo e appassionarsi alle avventure irripetibili dei Barzini senza aver contestualizzato il loro lavoro. Così nei primi due capitoli attraverso brevi excursus, si è affrontata la nascita dell’inviato di guerra e la sua evoluzione, l’elaborazione di un buon reportage che come si vedrà sarà continuamente viziato dalla censura, fino ad arrivare alla figura più attuale di giornalismo embedded, ossia il tipo di informazione elaborata da giornalisti aggregati alle truppe della coalizione anglo-americana nel secondo conflitto iracheno.
Attraverso aneddoti, pagine di diario, articoli di giornale, lettere d’amore si è ripercorsa la vita di quei due giornalisti che hanno lasciato il segno nella storia e malgrado tutto sono caduti nel dimenticatoio.
I loro viaggi, le loro corrispondenze ricche di innovazioni stilistiche hanno appassionato milioni di persone: inglesi, americani e italiani, quegli stessi italiani fortemente castigati nel celeberrimo long - seller di Barzini Junior “The Italians” .
Molti per servire i lettori hanno dato la vita, nomi altisonanti figurano in un albo d’oro che tuttavia i giovani di oggi non conoscono affatto, tra questi i Barzini. Ma ormai l’epoca d’oro del reportage è tramontata. Il mondo è a portata di mano e le informazioni arrivano in tempo reale attraverso internet e la tv. Si è accennato seppur brevemente nell’ultimo capitolo ai vantaggi come alle problematiche che i nuovi media comportano.
L’informazione in tempo reale per quanto sia importante non ha certo la presunzione di reputarsi sempre attendibile, anzi il più delle volte, le fonti non sono verificate e le voci di corridoio vengono spacciate come fatti accertati.
E’ proprio nell’ultimo capitolo che il lettore potrà concludere che il giornalismo, ieri e oggi, è sempre stato un po’ bugiardo, ha sempre fatto partigianerie, non è mai stato clemente con chi nella menzogna non ci ha sguazzato e i due Barzini ne sono un esempio lampante.
Il mio lavoro vuole essere un umile omaggio, seppur condensato in poche pagine, a due colossi del giornalismo che non hanno mai scritto ciò che non hanno visto.

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3 Introduzione Quante le dinastie succedutesi che hanno fatto e fanno questo Paese. L’Italia dei grandi casati, vanta forse una delle più riconosciute dinastie al mondo. Una famiglia che ha cavalcato cento anni di storia e che come una calamita si è trovata sempre lì dove la storia si è fatta. E’ stata la famiglia dei giornalisti Barzini a conquistare una popolarità mondiale, al di qua e al di là dell’oceano. Ancora oggi, come decine di anni fa, il cognome Barzini è sinonimo di grande giornalismo. Da Luigi Barzini Senior che ha dato prestigio all’inizio dello scorso secolo alla mitica figura dell’inviato fino al figlio, che non condivide solo la stessa professione ma anche lo stesso nome, Luigi Barzini Junior. Uno spirito cosmopolita che si tramanda di generazione in generazione, una garanzia di qualità, imparzialità e spessore intellettuale. Due grandi inviati di guerra, che in nome dell’informazione, hanno vissuto la drammaticità che ogni conflitto si porta dietro. Nell’elaborato dedicato alla penna di una famiglia unica nel suo genere, verrà analizzata la figura del reporter in guerra attraverso le vite di Barzini Senior prima e Barzini Junior poi, il loro ruolo nelle trincee e la censura che ogni volta ha bastonato la verità. Sarebbe risultato di scarsa utilità viaggiare nel tempo e appassionarsi alle avventure irripetibili dei Barzini senza aver contestualizzato il loro lavoro. Così nei primi due capitoli attraverso brevi excursus, si è affrontata la nascita dell’inviato di guerra e la sua evoluzione, l’elaborazione di un buon reportage che come si vedrà sarà continuamente viziato dalla censura, fino ad arrivare alla figura più attuale di giornalismo embedded, ossia il tipo di informazione elaborata da giornalisti aggregati alle truppe della coalizione anglo-americana nel secondo conflitto iracheno. Attraverso aneddoti, pagine di diario, articoli di giornale, lettere d’amore si è ripercorsa la vita di quei due giornalisti che hanno lasciato il segno nella storia e malgrado tutto sono caduti nel dimenticatoio. I loro viaggi, le loro corrispondenze ricche di innovazioni stilistiche hanno appassionato milioni di persone: inglesi, americani e italiani, quegli stessi

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Anna Amato Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 312 click dal 25/07/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.