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La lettera come figura dell'assenza

Lettera come strumento narratologico e filo conduttore del romanzo sette-ottocentesco che raffigura l'assenza e crea al contempo una presenza "distante".
Essa rende possibile la dialettica tra presenza e assenza e rendere possibile l'espressione dell'indicibile: il segreto, la mancanza e l'incomunicabile. Inoltre svolge il ruolo di presentificare l'assente.

Esemplificazione tramite tre romanzi:
-Adolphe di Benjamin Constant
-Armance di Stendhal
-Le lys dans la vallée di Balzac

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Premessa Nei tre romanzi ottocenteschi esaminati la lettera si offre quale espediente narrativo la cui funzione è essenzialmente quella di far avanzare la storia, solitamente povera di fatti concreti, ma densa di turbamenti dell’animo. Scrivere una lettera implica rivolgere determinate parole a qualcuno, talvolta ad un Altro che diviene il destinatario e in altri casi a se stessi. In questa prospettiva la lettera è come un operatore che crea la presenza dell’altro attraverso la sua assenza: il manque è materialmente sostituito e presentifica il ricordo. Muovendo da uno sguardo teorico e critico, l’analisi che propongo mette in luce la lettera come figura dell’assenza. Dal punto di vista metodologico si è privilegiato il pensiero critico letterario moderno, in particolare quello di Roland Barthes e di Jean Rousset. Entrambi considerano la lettera un mezzo per rappresentare l’assente. L’attenzione si è, dunque, spostata sull’esame del concetto di rappresentazione che, come testimoniano alcuni tra i più noti studi dedicati alla materia, si fonda sulla dialettica presenza-assenza. In seguito, si sono rivelate determinanti le riflessioni che intendono la lettera come espediente in grado di comunicare l’ineffabile. Da qui il problema dell’incomunicabilità nella letteratura moderna, tra gli esempi più celebri e significativi le scritture di Edgar Allan Poe e di Hugo von Hoffmansthal. Sulla base di uno sguardo critico, si è scelto di porre il fuoco principalmente su tre romanzi ottocenteschi che, tra gli altri, possono essere considerati emblematici della rappresentazione dell’assenza tramite la lettera. Ciò che è più significativo è che queste opere non sono scritture epistolari, bensì romanzi in cui la lettera si fa motivo in grado di suggerire un tema ricorrente dell’epoca. Adolphe (1806), breve romanzo di Constant, mette in scena due lettere, nell’incipit e nell’excipit del racconto. Queste ultime illuminano alcune zone d’ombra e presentificano un passato ormai lontano. Il protagonista Adolphe vive ai margini dell’assenza e del vuoto, poiché egli è incapace di amare Ellénore, se non nella tensione del desiderio. Il giovane è attratto dalla carriera, ma allo stesso tempo non ha il coraggio di abbandonare una donna che lo ama profondamente. Grazie ad una lettera viene svelata la volontà del protagonista di porre fine a questa relazione. Le due lettere sono emblematiche in quanto diventano espressione di un amore lontano. Inoltre “relegano” 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Valentina Federici Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1609 click dal 27/07/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.