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Il copyleft nel mercato editoriale: teoria e implicazioni di marketing

Dato il successo riscosso dal copyleft nel mercato del software si sta ora cercando di espanderne l’applicazione anche ad altri mercati, come quello editoriale. Un caso italiano di applicazione del copyleft è quello del gruppo di autori bolognesi conosciuto con lo pseudonimo di Wu Ming. Questo lavoro si propone, sulla base di questa esperienza e di un’analisi empirica condotta tramite questionario online, l’obiettivo di valutare l’efficacia di marketing dell’utilizzo del copyleft nel mercato editoriale, con particolare attenzione al segmento universitario.

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- 2 - 1. INTRODUZIONE Con la fine degli anni Settanta e lo svilupparsi dei primi sistemi operativi si è presentata la necessità di nuovi strumenti di protezione dei diritti per il nascente mercato del software. All’applicazione del modello classico del copyright, tipico del software proprietario, si contrappose nei primi anni ’80 la nascita del movimento Open Source, guidato dalla Free Software Foundation, caratterizzato dall’utilizzo di un modello diverso: il copyleft. In tempi più recenti tale modello è stato esportato in ambiti estranei al mercato del software come nel caso di creazioni cinematografiche, musicali o letterarie. 1.1. IL COPYLEFT Il termine copyleft sottintende un gioco di parole in lingua inglese non traducibile in italiano il cui significato letterale si può esprimere con l’espressione "(diritto di) copiatura (esclusiva) abbandonato" (Wikipedia 2009). Questo termine indica un nuovo modello di gestione dei diritti d’autore basato sulla concessione, e non restrizione, all’utente di alcune libertà solitamente esclusive dell’autore. Al contrario di quanto si sia portati a credere tale sistema non nega il modello copyright, ma ne rappresenta un’evoluzione. Esso si basa infatti sull’attribuzione di diritti esclusivi all’autore il quale, potendo disporne liberamente, può decidere di non sfruttarne l’esclusiva e di condividerli con gli utenti del proprio lavoro. Diritto imprescindibile dell’autore resta però quello di poter imporre delle condizioni a tale condivisione in tal modo riaffermando la proprietà originaria dei diritti (Wu Ming 1 2003 e Aliprandi 2005). Il diffondersi del modello copyleft è stato a lungo limitato dagli alti costi di creazione di licenze personalizzate. Tali costi son dovuti soprattutto alla necessità di competenze molto specializzate per la scrittura di licenze che effettivamente rispecchino i vari interessi dell’autore. Tale limitazione è caduta con la nascita di alcune licenze standardizzate create e diffuse da varie organizzazioni, fra le quali è d’obbligo segnalare, in ambito

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Xodo Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2076 click dal 30/07/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.