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''The magic of everyday things''. Realismo Magico e simbologia del cibo nella food trilogy di Joanne Harris

Il presente elaborato inserisce il lavoro di Joanne Harris nel canone della letteratura del realismo magico, evidenziando le applicazioni della modalità e l’uso del cibo come metafora, simbolo e mezzo del realismo magico nei romanzi della “food trilogy”.
Il lavoro è diviso in tre parti: la prima dedicata al Realismo magico, modalità narrativa che offre un modo per discutere di approcci alternativi alla realtà, la seconda parte è dedicata al cibo, al suo ruolo rispetto alla vita umana, ma soprattutto nella letteratura, la terza parte è dedicata a Joanne Harris, ai romanzi della sua “food trilogy”, in cui Realismo magico e cibo si uniscono.

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1 INTRODUZIONE Il presente elaborato inserisce il lavoro di Joanne Harris nel canone della letteratura del realismo magico, evidenziando le applicazioni della modalità e l’uso del cibo come metafora, simbolo e mezzo del realismo magico nei romanzi della “food trilogy”. Il lavoro è diviso in tre parti: la prima dedicata al Realismo magico, modalità narrativa che offre un modo per discutere di approcci alternativi alla realtà, basata sulla presentazione di elementi immaginari o magici, come se fossero reali e che costituisce una delle tendenze più importanti della narrativa contemporanea internazionale 1 . Ci si concentrerà poi sulle similitudini e le differenze con altre modalità letterarie, come il realismo, il surrealismo e la scrittura fantastica, e con forme narrative antiche, come il romance, il romanzo medievale e il romanzo storico. Vengono poi esaminate le origini del Realismo magico dall’arte pittorica ad opera del critico d’arte tedesco Franz Roh, e dalla letteratura ad opera dello scrittore italiano Massimo Bontempelli. Saranno individuate le caratteristiche formali e testuali della modalità, illustrando il significato dei termini “reale” e “magico”. Sarà dedicata particolare attenzione alla forma latino americana del realismo magico che ne ha spinto l’adozione a livello globale 2 , grazie allo scrittore cubano Alejo Carpentier che ne promosse la distinta forma del “real maravilloso” 3 , da cui Echevarría parte per la distinzione di due tipi di realismo magico: ontologico ed epistemologico. Osserveremo come molte delle influenze del realismo magico muovano dalla letteratura europea modernista e postmodernista, e come il Realismo magico sia diventato importante soprattutto nelle culture postcoloniali. Vedremo come le sue qualità trasgressive e sovversive, forniscano un mezzo per attaccare le ipotesi della cultura dominante portando molte scrittrici femministe ad abbracciarlo come un mezzo di espressione. Infine, Frederick Luis Aldama chiarirà che il realismo magico rimane un soggetto acceso a causa della confusione delle sue componenti letterarie ed etnografiche 4 . La seconda parte è dedicata al cibo, al suo ruolo rispetto alla vita umana, ma soprattutto nella letteratura. Che il cibo non è un argomento semplice è stato riconosciuto in campi come l’antropologia, la sociologia, la semiotica, la storia e i cultural studies, ma la situazione diventa più complicata quando il 1 Wendy B. Faris, Ordinary Enchantments Magical Realism and the Remystification of Narrative, Nashville, Vanderbilt University Press, 2004, p. 1 2 Maggie Ann Bowers, Magic(al) Realism, New York and London, Routledge, 2004, p. 17, 32 3 Ivi. p. 13, 14 4 Frederick Luis Aldama, Postethnic Narrative Criticism: Magicorealism in Oscar “Zeta” Acosta, Anna Castillo, Julie Dash, Hanif Kureishi, and Salman Rushdie, Austin, University of Texas Press, 2003, p. 2-7

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Petraccaro Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1696 click dal 28/08/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.