Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Progetto di margine della mura megalitiche di Altamura

La tesi tende a recuperare un vecchia cava di pietra posta su un margine della città di altamura, peraltro a conclusione della cinta muraria preistorica. L'intervento proposto è di un centro polifunzionale con una serie di funzione pubbliche e private che vadano ad integrare le assenze di servizi della città e garantendo nuovi e innovativi spazi pubblici per la collettività

Mostra/Nascondi contenuto.
Pagina16 TESI DI LAUREA IN ARCHITETTURA LA SAPIENZA “ROMA” INTRODUZIONE L’architetto Charles-Edouard Jeanneret-Gris, detto anche Le Corbusier, diceva: "Questi frammenti di elementi naturali, pezzetti di pietra, fossili, schegge di legno, cose martirizzate dagli elementi, raccattate lungo il bordo del mare, [...] che esprimono leggi fisiche, l'usura, l'erosione, lo scoppio, ecc., non solo hanno qualità scultoree, ma anche uno straordinario potenziale poetico”. Leggendo questo aforisma ho immaginato la mia tesi come risposta ad una serie di problematiche del posto e della città nonché a concetti quali: leggere lo spazio della Cava e dell’ambiente circostante non come paesaggio statico e amorfo, bensì come un luogo da vivere in modo attivo; leggere i caratteri del posto; ridefinire lo stesso concetto di spazio pubblico da semplice luogo di aggregazione a realtà urbana con qualità intrinseche poetiche. Certo il termine poesia può sembrare avulso da un contesto progettuale, ma ho sempre pensato che alla base di un ragionamento Architettonico, qualunque esso sia, ci debba essere sempre una componente emotiva. Tutto il progetto di tesi è stato pensato per attrarre lo spettatore all’interno dei suoi spazi, affascinarlo per le sue forme e colori, fargli vivere situazioni di viali alberati e percorsi tra il verde e giochi di luce, scenografie che dialogano in sintonia con il paesaggio, ma soprattutto rispondere alle sue domande, perlplessità sul suo quartiere e città, esigenze. Lo stesso Le Corbusier asseriva: “L’Architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione è per tener su, l’architettura è per commuovere”. Ogni dettaglio è stato pensato come risposta ad una serie di criticità, problematicità, assenze che sono state riscontrate nelle analisi fatte pre-definizione progettuale. Ogni dato raccolto è stato fondamentale dalle prime idee del masterplan fino alla scelta di cosa progettare e in che modo, forme, materiali, linguaggi e tecnologie, al cittadino che ci deve andare. Attualmente l’area oggetto di tesi ricade all’interno del P.I.R.P. “PROGRAMMA INTEGRATO di RECUPERO delle PERIFERIE” del Comune di Altamura. Grazie a questo programma, all’interno dell’intero tessuto urbano sono state individuate una serie di aree con particolari situazioni di degrado, abbandono, inesistente qualità degli spazi e dei servizi pubblici. L’area di progetto è individuata nel IX settore, delimitata tra via Carpentino e la cava stessa. Ogni dato raccolto è stato fondamentale: Progetto di margine delle Mura megalitiche in Altamura - Domenico SFORZA

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Domenico Sforza Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 415 click dal 31/08/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.