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Manipolazione Genetica di cellule MDA-MB-231 e valutazione del fenotipo tumorale

Le metastasi ossee sono difficilmente trattabili: causano anemia, immunosoppressione, uno stato infiammatorio cronico e dolore lancinante non attenuabile. Le cellule MDA-MB-231 sono cellule derivanti dal carcinoma al seno. In questa tesi si descrive l'inserimento in queste cellule di 2 geni (BSPII, RAMPII) la cui espressione è alterata nel cancro e che si reputano siano coinvolti nella formazione di metastasi ossee. Si è valutato, con appositi saggi, il fenotipo di invasione, migrazione e proliferazione delle cellule MDA-MB-231 trasfettate con i sopracitati geni e come essi influenzino l'aggressività di queste cellule tumorali.

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3 Fig. 1 – Sezione di epifisi e del tratto iniziale della diafisi di un osso lungo (femore) in cui sono indicati con le frecce l’osso compatto e spugnoso. INTRODUZIONE Per metàstasi (dal greco meta = al di là, e stasis = stato, posizione, quindi trasposizione, cambiamento di sede di una materia morbosa) si intende la disseminazione di un processo evolutivo dalla sua sede di origine ad altri organi dell'individuo (1). Le metastasi possono avere natura infettiva (dunque, metastasi settiche), ma più spesso con questo termine si indicano le metastasi tumorali, ossia la diffusione di cellule che, derivando dalla crescita di cellule tumorali in un sito primario, fuoriescono da esso e invadono distretti anche spazialmente distanti (2). La capacità di indurre metastasi (molto diversa da tumore a tumore) è la principale caratteristica che distingue i tumori maligni dai tumori benigni, e molto spesso sono proprio le metastasi a provocare la morte dell’individuo, molto più frequentemente del tumore primitivo (1). Ciò può dipendere dal fatto che le metastasi sono formate da cellule molto più resistenti, aggressive ed efficienti di quelle presenti nel tumore primitivo, solitamente in seguito all’accumulo di mutazioni geniche che determinano l’acquisizione di nuove e più vantaggiose caratteristiche. In base al tipo di tumore primitivo, solitamente è possibile identificare i potenziali siti bersaglio delle metastasi(3). Per quanto riguarda il tumore al seno, il sito preferenziale di metastatizzazione è il tessuto osseo. 1.TESSUTO OSSEO L’osso è un tessuto connettivo mineralizzato, ricco di matrice extracellulare, che adempie a funzioni meccaniche e di sostegno, protegge organi vitali, svolge un ruolo importante nell'emopoiesi e nello sviluppo del sistema nervoso (4). Contrariamente a quanto si possa pensare, il tessuto osseo non è statico, bensì esso rappresenta un deposito dinamico di calcio e di fosfato e, insieme ai reni e all'intestino, regola l'omeostasi dei sali minerali. La struttura delle ossa è organizzata in maniera tale da possedere la massima resistenza con il minimo uso di materiale: nelle ossa lunghe, per esempio, la porzione interiore è cava e ospita il midollo osseo, proteggendolo. Istologicamente, il tessuto osseo può essere classificato in tessuto osseo spugnoso e tessuto osseo compatto (5) (Fig.1).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Biotecnologiche

Autore: Giuseppe Bosso Contatta »

Composta da 25 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.