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IKEA of SWEDEN: un modello d'impresa per il design contemporaneo.

Informazioni tesi

  Autore: Annalaura Tusino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: NABA, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano
  Facoltà: Product design
  Corso: Interior design
  Relatore: Enrico Fagone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

IKEA rappresenta da sempre la concezione moderna e innovativa del vivere la casa domestica. E’ riuscita attraverso un cammino veloce a imporsi all’attenzione dei consumatori di tutto il mondo, riscuotendo sempre un enorme successo e dando non soltanto attenzione all'estetica del prodotto, ma analizzando soprattutto quelle che sono le dinamiche psicologiche e sociali dei consumatori a cui si rivolge.
La mia ricerca si sviluppa partendo dalle origini, dallo studio del profilo aziendale e della struttura organizzativa, con un' attenta analisi dell'assortimento dei prodotti, delle tecnologie e dei materiali di produzione sino all' approfondimento sulla storia del design scandinavo dagli anni 40 fino ad oggi. L'esame del periodo storico e culturale in cui l'azienda cresce e si sviluppa concretizza il mio studio finale sul concetto dell'abitare lo spazio domestico, dalla nascita dello spazio domestico privato e a come esso muta e si sviluppa nel corso della storia. Da qui, come lavoro conclusivo ho concretizzato una nuova proposta grafica per il catalogo aziendale IKEA, una divertente idea su come progettare degli habitat domestici attraverso soluzioni eccentriche e stravaganti, in uno spazio abitativo standard, (circa 50 mq), creando degli ambienti domestici del tutto insoliti attraverso una mia personale reinterpretazione di “casi di case” contemporanee, differenti tra loro, arredate con mobili di marchio IKEA e cercando di esaltarne oltre alla versatilità, le caratteristiche tecniche dei prodotti.

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IKEA, IL DESIGN SCANDINAVO “Tutti vorrebbero per la propria casa oggetti di buon design. Sono cose che utilizziamo quotidianamente per tutta la vita, ci si aspetta quindi che siano, per quanto possibile, utili e belle. Al momento nessuno sa progettare articoli casalinghi meglio degli scandinavi” scrisse nel 1954 Leslie Cheek jr. del museo d’arte di Richmond, negli stati Uniti, responsabile della mostra itinerante “Design in Scandinavia” che riscosse all’epoca un enorme successo. L’impostazione democratica della Scandinavia nasce dall’aspirazione a migliorare la qualità di vita delle persone sfruttando le tecnologie opportune ad un prezzo abbordabile ed è una peculiarità storica - espressa in decenni di indipendenza politica e materiale – che ha portato necessariamente l’attenzione sugli oggetti della vita quotidiana e sulla abitazione privata come punto focale della società. Questa visione particolare del mondo è divenuta un linguaggio universalmente comprensibile del design scandinavo che ha accomunato Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia nonostante tutte le differenze tra le rispettive culture e tradizioni nell’uso dei materiali. LA SVEZIA La Svezia tardò parecchio a diventare nazione e la sua storia nel ventesimo secolo viene definita come la storia di un miracolo economico. I primi svedesi di cui si sente parlare in Europa sono mercanti e guerrieri che si spingono verso est e verso sud, percorrendo i fiumi russi alla volta di Costantinopoli. Commerciavano giada, pellicce e vendevano le loro capacità come guerrieri. La guardia imperiale di Costantinopoli era formata esclusivamente da mercenari svedesi, i variaghi. Questi uomini che venivano dal Nord, percorrendo gigantesche distanze, erano chiamati dalle popolazioni slave rus. Anche da questo si capisce che l’apporto svedese alla cultura europea fu più che incursioni, sacchi e massacri. Insieme al commercio circolavano le idee, si irrobustivano le società, si creavano le basi da cui poi nacque lo stato russo. Nel 1523 Gustavo Vasa divenne il primo re svedese, ottenendo con le armi l’indipendenza dalla Danimarca. Nel corso del ‘500 il paese fu continuamente coinvolto in guerre con il suo aggressivo vicino scandinavo ma gli impegni europei della Danimarca e lo squilibrio demografico tra i due vicini alterarono la bilancia di potere. Nel corso della guerra dei trent’anni la Danimarca, sconfitta, perse il suo status di potenza regionale. L’esercito svedese, che aveva umiliato tutti gli avversari in molte battaglie, ottenne per il suo paese un’importanza grandemente superiore alle effettive potenzialità nazionali. La Svezia controllava ormai interi principati tedeschi e tutto il Baltico. Ma le ruote della storia continuavano a girare. Ai primi del ‘700 la Svezia entrò in guerra con un nuovo nemico, la Russia di Pietro il Grande. La guerra ebbe esito disastroso, con l’esercito annientato e lo stesso re Carlo XII ferito e costretto alla fuga in Turchia. La Svezia perse tutti i possedimenti oltre il Baltico. Il paese, privo delle basi economiche e demografiche necessarie, non sarebbe comunque stato in grado di sostenere indefinitamente l’espansione del ‘600. Già la guerra dei trent’anni, pur vittoriosa, aveva provocato una catastrofe demografica, parzialmente mascherata dall’immigrazione e dall’espansione territoriale. Alla fine del ‘700 la Svezia, pur ricchissima di materie prime, era un paese povero, con un notevole flusso di emigrati diretti negli Stati Uniti. Gli albori della Rivoluzione Industriale videro la Svezia seguire un percorso simile alla Germania: spopolamento delle campagne, emigrazione massiccia (oltre un milione e mezzo di svedesi abbandonarono il loro paese), sviluppo della socialdemocrazia. Negli

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design
abitare
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