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Requisiti soggettivi di partecipazione e normativa antimafia negli Appalti Pubblici

La tesi affronta la tematica dei requisiti soggettivi di partecipazione contenuti all'interno del Codice dei contratti pubblici, relazionandola con la normativa antimafia (legge 575/65 ss.) e riflette su alcun casi affrontati dalla Giurisprudenza.

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4 CAPITOLO  I     La  rilevanza  del  fenomeno  mafioso  nell'affidamento   di  appalti  pubblici  e  la  partecipazione  alle  gare   I.1. Considerazioni preliminari sul fenomeno dell'infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici Gli appalti pubblici costituiscono senza dubbio un settore sensibile all’infiltrazione criminale e nella specie a quella di tipo mafioso. Ciò in quanto agli appalti pubblici ed in particolare alla realizzazione di opere pubbliche può corrispondere una ingente movimentazione di denaro. L’infiltrazione mafiosa negli appalti pubblici è peraltro collegata ai fenomeni di corruzione e più in genere di malaffare che costituiscono una piaga del settore pubblico. Prima dunque di addentrarci nel tema è peraltro opportuno, seppure brevemente fare riferimento ad alcuni concetti utili ad inquadrare il fenomeno. A tal proposito viene innanzitutto in evidenza il Codice Penale, con la previsione contenuta nell'art. 416 bis rubricato “Associazioni di tipo mafioso anche straniere” che punisce chiunque faccia parte di un tale qualificato raggruppamento; vi è inoltre, una graduazione di pena a seconda del ruolo assunto in concreto in ossequio ai principi di proporzionalità e personalità della pena. Il comma 3, prevede in particolare che l'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali. Vi è un ulteriore incremento edittale nel caso in cui l'associazione sia armata, e al comma 7 viene prevista una ipotesi di confisca obbligatoria nei confronti del condannato per le cose che servirono o furono destinate a commettere il reato o che ne sono il profitto, il prodotto, il prezzo o che ne costituiscono l'impiego. Infine l'art. 416 bis, ult. co., recita: “Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla camorra, alla ndrangheta e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche straniere, che valendosi della forza intimiditrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso”. In tal senso, il delitto di associazione di tipo mafioso presenta una spiccata

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Matteo Mastracci Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.