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La comunicazione e marketing politico nell'Italia della Prima e della Seconda Repubblica

Nella mia tesi di laurea ho preso in considerazione lo sviluppo della comunicazione politica nell'Italia della Prima (1946-1994) e della Seconda Repubblica (1994-oggi). La mia analisi ha avuto come obiettivo quello di comprendere i cambiamenti comunicativi, mettendoli in relazione col progresso dei mezzi di comunicazione (dalla rado, alla televisione fino ad arrivare ad internet), con l'evoluzione dei linguaggi, l'orientamento ideologico del partito e il mutare delle priorità dell'elettorato di riferimento. oltre a prendere in considerazione i manifesti elettorali, i quotidiani di partito dedico buona parte dell'elaborato alla comunicazione audiovisiva partendo dai primi dibattiti televisivi di Tribuna politica fino ad arrivare ai moderni faccia a faccia politici come quello fra Berlusconi e Prodi nelle elezioni del 2006 e fra Moratti e Pisapia alle comunali del 2011; una sezione è invece dedicata al moderno genere delle "discese in campo". Oltre alla lunghezza dell'elaborato (150 pagine) ogni sezione è arricchita con fotogrammi e immaginio di manifesti, frames televisivi e immagini di quotidiani

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Introduzione Che i media stiano sempre più assumendo una dimensione globale e pervasiva è tanto evidente da non richiedere alcuna dimostrazione scientifica. Basterà l'esperienza per notare come la nascita di nuovi canali televisivi, siti di informazione, blog, web-tv stia trasformando quello che siamo soliti chiamare “mondo dell'informazione” non solo in senso quantitativo ma anche qualitativo. Chiedersi, di fronte a questi fenomeni, se il pubblico non sia stanco dell'informazione è una domanda retorica ovviamente a risposta negativa: a cambiare, rispetto un tempo, sono semmai i mezzi di comunicazione e le forme comunicative, ma si può dire con certezza che la “fame” di informazione e le professioni ad essa collegate sono in continuo aumento. Da quelli più strettamente giornalistici, dove la crisi della carta stampata spinge verso nuove vie di comunicazione (pensiamo al fenomeno delle tavolette digitali che in un futuro neanche troppo lontano soppianteranno il cartaceo), a quelli che coinvolgono le aziende private, gli enti amministrativi e governativi per arrivare alla comunicazione politica tout court. Questa, come vedremo, ha seguito passo passo le trasformazioni che, negli ultimi cinquant'anni, si sono susseguite nel mondo della comunicazione a livello mediatico e linguistico. Alla base di tutto - ovviamente - ci sono sempre avvenimenti di carattere storico-politico e cambiamenti di mentalità che, nel loro susseguirsi, hanno influenzato i temi più adatti a smuovere l'elettorato e le modalità con cui trasmetterli. È questa l'idea di fondo attorno cui si sviluppa l'analisi della situazione italiana dal Dopoguerra ad oggi. Molto più difficile capire, nella dialettica fra sistema mediale e politico, quale dei due occupi una posizione preminente rispetto all'altro. È l'agenda politica ad influenzare quella mediale o avviene piuttosto l'inverso? La domanda, così formulata, è oziosa: sarebbe come chiedersi, secondo il famoso detto della tradizione popolare, se sia nato prima l'uovo o la gallina. Si potrà piuttosto analizzare, caso per caso, diverse situazioni ipotizzando per ciascuna un possibile ordine di priorità in cui entrano in gioco, ancora una volta, fattori storici e precise scelte editoriali. Un'interpretazione - tuttavia - la si può azzardare: col passare degli anni è sempre più 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Borghi Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1135 click dal 20/12/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.