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Arlequín macebo de botica o los pretendientes de Colombina: la commedia dell'arte nella drammaturgia di Pío Baroja

Arlecchino costituisce un archetipo artistico-letterario. Nato nel sedicesimo secolo, e recuperato dall'arte simbolista nel diciannovesimo, venne convertito in un simbolo ricorrente da poeti ed artisti appartenenti alla corrente modernista. Il presente lavoro parte dall'analisi dell'omonima farsa barojiana per poi proporre un'indagine sulla diffusione della maschera italiana nelle letterature dell'area romanza tra la fine del diciannovesimo secolo e la prima metà del ventesimo.

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1 CAPITOLO PRIMO La produzione teatrale di Pio Baroja 1.1. Il teatro di Baroja: un corpus esiguo Le ragioni che spinsero Pío Baroja (San Sebastián, 1872- Madrid, 1956) a dedicarsi solo marginalmente alla drammaturgia sono sostanzialmente due. In primo luogo, non era disposto a lottare con le circostanze che condizionavano la vita teatrale spagnola e, in seconda istanza, dubitava delle proprie doti di drammaturgo. Tale insicurezza lo spinse a rifiutare una proposta di collaborazione ricevuta da parte di uno dei più apprezzati autori di sainetes dell’epoca, Carlos Arniches: Al despedirme de Arniches y al ir a la Biblioteca Nacional pensé en el pro y el contra de una proposición así: yo era viejo ya para desviarme de un camino [...] ¿ para qué iba a cambiar vida y a pretender ganar dinero? No valía la pena [...] No tenía afición al teatro, ni siquiera por el público ni por los cómicos, ni quería tener más dinero que el necesario para vivir. No creía que pudiera hacer nada que estuviera medianamente bien. Aun teniendo afición salen las cosas mal, no teniéndola tienen que salir peor. 1 Più che ad una reale mancanza di passione per il teatro, questo rifiuto sembra piuttosto dovuto ad uno scarso desiderio di far parte di un circuito commerciale nel quale Arniches era ormai entrato come autore affermato. Tuttavia, Baroja si sentì attratto dal genere teatrale in ogni fase della sua vita e si accostò alla drammaturgia in più di un’occasione. Nell’edizione delle Obras Completas del 1948 la sezione teatro include sei pièces 2 ; ma Andrés Franco, nella sua classificazione, conferisce dignità drammaturgica 1 P. Baroja, Memorias, Madrid, Minotauro, 1955, p. 647. 2 P. Baroja, Obras Completas, V, Madrid, Biblioteca Nueva, 1948. Le opere sono: La leyenda de Jaun de Alzate (1922), Arlequín, mancebo de botica o los pretendientes de Colombina (1926), Chinchín comediante o las ninfas de Bidasoa (1926), El horroroso crimen de Peñaranda del campo (1926), El “nocturno” del hermano Beltrán (1929) e Todo acaba bien…a veces (1937).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Sara Flammini Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.