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Mechandising, punto di forza di Unicoop Firenze

La tesi è volta a spiegare la struttura interna di un supermercato coop, dalla scelta delle attrezzature, alla sistemazione dei reparti fino alla disposizione dei prodotti. in sostanza si analizza la funzione del Merchandising da 3 distinti ambiti di applicazione: layout delle attrezzature, layout merceologico e display merceologico.
salvo una breve introduzione (circa 10 pag.) con cenni storici sull'applicazione evolutiva del merchandising, la tesi analizza le 3 funzioni sopra citate confrontandole con alcune realtà concorrenti ed evidenziando le differenze nella scelta di applicazione del display merceologico tra coop e altre realtà come Pam o Carrefour, scelte che hanno contribuito a confermare la posizione di mercato di Unicoop firenze. le informazioni contenute sono state acquisite tramite la gentile collaborazione della stessa unicoop che mi ha permesso interviste e collaborazioni direttamente con il reparto che si occupa di questa funzione.

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7 1. Introduzione Cos’è il Merchandising? Gli Economisti la definiscono una disciplina secondo natura, un’attività cioè che fin dall’antichità è sempre stata parte del bagaglio culturale di chi gestiva un punto vendita. Per quanto si torni indietro nel tempo, dove c’è stato desiderio di vendere c’è stato Merchandising. L’esposizione della merce è sempre stata la più naturale tecnica di vendita per i commercianti e questo è noto a tutti. Quello che non è molto chiaro è quanto essa si sia evoluta da un paio di secoli a questa parte, divenendo oggi una delle principali tecniche di vendita per gli operatori al dettaglio. Le rapide e radicali trasformazioni che hanno caratterizzato la distribuzione al dettaglio in tutti i paesi industrializzati hanno infatti determinato un crescente interesse da parte delle imprese nei confronti del Merchandising. Con l’avvento della Grande Distribuzione Organizzata avvenuto in Europa prima e in Italia poi, è aumentata in maniera incisiva l’importanza del rapporto tra le aziende (siano esse industriali o commerciali) e i consumatori finali. Di conseguenza la comunicazione ha dovuto adeguarsi, in modo che anche i singoli punti vendita si trasformassero in veri e propri luoghi d’incontro tra domanda e offerta, per poter così sfruttare la struttura stessa come strumento d'informazione e promozione dei prodotti e servizi. Questo ha portato a studiare il comportamento del consumatore all’interno dei negozi: dai movimenti alle sensazioni, dalle modalità d’acquisto ai suoi bisogni, fino a comprendere tutto ciò che poteva essere analizzato per ottenere uno schema di consumatore “tipo” su cui poter creare un punto vendita ad hoc. I punti vendita al dettaglio sono ormai da qualche tempo i luoghi principali in cui investire per le aziende perché è qui che si ha il vero contatto materiale col consumatore finale. Ecco allora che soprattutto per le aziende commerciali (su cui si articola il presente lavoro), diventa importante acquisire informazioni più dettagliate sui consumatori con cui vengono a contatto, in modo da affrontarli e comunicare con loro con un metodo consono ai bisogni intrinseci che manifestano. Così, pochi

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Yari Bufalini Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 516 click dal 10/09/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.