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Reati contro la persona e fattispecie preterintenzionali

La presente trattazione è dedicata allo studio della questione relativa alla natura giuridica dell'illecito penale preterintenzionale ed di alcune fattispecie qualificate ad esso affini. L'illecito preterintenzionale costituisce una fattispecie di divergenza tra il voluto e il realizzato nella quale vengono poste a carico dell'agente le conseguenze ulteriori non volute derivanti dalla sua condotta criminosa, indipendentemente dall'accertamento di un coefficiente di ascrizione colposa in relazione all'esito qualificante. L'elaborazione dogmatica sull'illecito preterintenzionale che verrà prospettata in questa sede, sarà rivisitata alla luce dell'evoluzione storica di tale istituto penalistico e dell'indirizzo giurisprudenziale attualmente assunto dalla Corte Costituzionale in ordine all'interpretazione dell'art. 27 Cost. In tale contesto, l'analisi strutturale della fattispecie dell'omicidio preterintenzionale congiuntamente alla fattispecie di morte o lesioni come conseguenza di altro delitto assume valore paradigmatico per il mio approfondimento, in chiave critica, delle soluzioni elaborate in dottrina e in giurisprudenza per sciogliere i nodi problematici relativi all'individuazione dei criteri di imputazione della conseguenza ulteriore non voluta. La mio lavoro, pertanto, parte dalla ricostruzione delle componenti strutturali dell'illecito preterintenzionale: la condotta dolosa di base e il suo particolare contenuto di illiceità, l'evento naturalistico aggravante la pena, la peculiare relazione che lega questi due termini strutturali. L'analisi prosegue, dunque, verso il tentativo di descrivere la particolare fisionomia del nesso che lega l'illecito di base all'evento ulteriore. A tal fine, mi soffermerò a lungo sulle numerose soluzioni elaborate sul piano dogmatico per riportare la responsabilità preterintenzionale nell'ambito del principio di colpevolezza. Il problema dell'imputazione della conseguenza ulteriore è stato risolto attraverso il ricorso alla responsabilità oggettiva, alla teoria della colpa per violazione di legge penale, alla teoria della responsabilità da rischio vietato. Nel corso della trattazione ne illustrerò i tratti distintivi, premettendo, già da ora, come pur essendo ammirevoli gli sforzi della dottrina di conformare l'istituto in esame al dettato costituzionale,gli stessi finscono per dar vita un vero camouflage verbale della responsabilità oggettiva. La mia analisi procede dunque nella direzione di un'accurata sistemazione dei rapporti “colpa-preterintenzione” in maniera tale da garantire la comprensione di quelle elaborazioni teoriche che inquadrano la responsabilità preterintenzionale nella combinazione del dolo relativo all'illecito di base e della colpa come criterio di imputazione dell'esito ulteriore. Ed eccomi arrivata al nocciolo del mio lavoro, che peraltro affronta una questione tanto delicata quanto dibattuta, da costituire il centro nevralgico delle maggiori dispute teoriche che attanagliano da sempre il settore della dottrina più sensibile alle esigenze di rispetto del principio costituzionale di colpevolezza. Mi riferisco agli interrogativi circa la possibilità di ambientare un rimprovero colposo nell'ambito di un territorio illecito, diffusamente esposti nel corso della trattazione, congiuntamente al tentativo di illustrare in maniera esaurente le diverse soluzioni prospettate in dottrina. Chiudo il mio lavoro dedicando il dovuto spazio proprio a quest'ultimo indirizzo interpretativo che merita attenzione in ragione dell'importante contributo che ha fornito alla dogmatica della “colpa in attività illecità” attraverso l'elaborazione della teoria della colpa generica oggettiva come criterio di imputazione delle conseguenze ulteriori non volute che discendono dalla commissione di un illecito doloso di base. Nell'attesa di un intervento riformatore che si sforzi di di prospettare una ricostruzione dell'illecito preterintenzionale ancorata il più possibile a criteri di determinatezza e di verificabilità, così da consentire una corretta dialettica con le istanze garantiste legate ai razionali principi di tassatività e colpevolezza, spero che la lettura di queste pagine possa quantomeno contribuire a fare chiarezza sull'effettiva natura giuridica della responsabilità preterintenzionale alla luce di orientamenti diversi.

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Introduzione La presente trattazione ` e dedicata allo studio di una delle questioni pi` u dibat- tute e controverse all’interno del nostro ordinamento: quella relativa alla natura giuridica dell’illecito penale preterintenzionale ed di alcune fattispecie qualificate ad esso affini. L’illecito preterintenzionale, costituisce, al pari degli altri “delitti aggravati dall’evento” una fattispecie di divergenza tra il voluto e il realizzato, nella qua- le vengono poste a carico dell’agente le conseguenze ulteriori non volute deri- vanti dalla sua condotta criminosa, indipendentemente dall’accertamento di un coefficiente di ascrizione colposa in relazione all’esito qualificante. Il dato letterale ha storicamente legittimato una disinvolta visione della pre- terintenzione anonimamente dispersa nel terreno della responsabilit` a oggettiva, sia sul piano dogmatico che applicativo: l’evento ulteriore ` e stato ed ` e tuttora “accollato” all’agente sul fondamento oggettivo della sola connessione causale, a prescindere da qualsiasi indagine sulla colpa. Sebbene le soluzioni interpretative intorno alle componenti della responsabilit` a preterintenzionale e ai criteri di im- putazione della stessa siano stati consistenti, nessuna di esse ` e stata in grado di estirpare efficacemente tale figura dalla primitiva ed angusta logica del versari in re illecita. L’elaborazione dogmatica sull’illecito preterintenzionale che verr` a prospetta- ta in questa sede, sar` a rivisitata alla luce dell’evoluzione storica di tale istitu- to penalistico e dell’indirizzo giurisprudenziale attualmente assunto dalla Corte 1

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Mistichelli Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1706 click dal 13/09/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.