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I disturbi del comportamento alimentare in adolescenza: il ruolo dei legami di attaccamento

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Limuti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Diego Sarracino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

Questo lavoro fornisce inizialmente informazioni circa i disturbi alimentari in adolescenza, la loro diffusione epidemiologica, i nuovi approcci e una breve parentesi sulle caratteristiche diagnostiche, soffermandosi sui problemi riguardanti la classificazione dei DA.
Il corpo del lavoro è nato dalla necessità di investigare eventuali comorbidità tra i disturbi del comportamento alimentare e i disturbi d’umore, tentando di aprire la scena alle possibili differenze temporali tra specifici disturbi alimentari e specifici disturbi d’ansia. L’ultima parte, ma non la meno importante, cerca di definire l’importanza della costellazione familiare quale fattore determinante nell’insorgenza di queste patologie.

Ho iniziato a scrivere questa tesi con la volontà di comprendere le cause di un disturbo, come quello alimentare, che negli anni ha visto un aumento esponenziale soprattutto nella popolazione adolescenziale. Le cause sono molteplici, si passa da cause di tipo biologico a cause temperamentali, sociali e familiari. Come avete avuto modo di leggere, la tesi si concentra sulle cause che, a mio parere, condizionano in misura maggiore l’insorgenza del disturbo alimentare in adolescenza: gravi problemi comorbosi, attaccamento e influenza del contesto familiare. Gli studi che tentano di spiegare tali influenze, fornendo evidenze empiriche, sono molti ed è stato difficile selezionare quelli che a mio parere fornivano informazioni più rilevanti e complete. Il mio tentativo è stato quello di aggiungere evidenze empiriche che confermassero le ipotesi che vedono una connessione tra stili di attaccamento insicuri e DA attraverso una ricerca italiana e uno studio americano. In modo analogo ho tentato di introdurre un campo di ricerca che vede l’ansia e la depressione come fattori di rischio per l’insorgenza del disturbo alimentare. I risultati confermano che i DA adolescenziali sono probabilmente associati a un elevato rischio per un estesa gamma di problemi di salute fisica e mentale durante la prima età adulta, inclusi i disturbi d’ansia e dell’umore. Mi sono resa conto che i recenti studi non confermano con certezza che la famiglia e la comorbidità psichiatrica siano le cause principali per lo sviluppo dei disturbi del comportamento alimentare, al contrario di quanto ero portata a pensare prima di iniziare questo lavoro.

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4 L’adolescenza è generalmente considerata come il periodo della ribellione agli aspetti convenzionali del mondo degli adulti, della protesta sistematica alle imposizioni, dell’evasione dalla meschinità quotidiana, della ricerca di ideali. È inoltre caratteristico dell’adolescente che tali mete siano sempre vagheggiate con l’appoggio di una camerata, di un’amicizia inseparabile con cui scambiare pensieri, affetti e turbamenti (Palazzoli, 1963). La tendenza a esprimere con il corpo e con il comportamento contenuti non traducibili in rappresentazioni psichiche è una caratteristica fase-specifica dell’adolescenza. La sofferenza psichica viene esteriorizzata attraverso gli agiti. I disturbi del comportamento in adolescenza, quali ne siano le manifestazioni (disturbi alimentari, devianza, tossicodipendenza, tentati suicidi), segnalano un intoppo nel processo di soggettivazione (Cahn, 1998), che può corrispondere a una sofferenza sottostante più o meno grave, da una turbolenta crisi evolutiva, a un quadro psicopatologico in via di strutturazione; in ogni caso, l’esteriorizzazione del conflitto consente all’adolescente di evitare un’elaborazione psichica resa impossibile dall’incapacità di tollerare il dolore emotivo e gli permette di scaricare la tensione nel gesto. L’organizzazione psichica dell’adolescente, troppo immatura per mentalizzare i conflitti e tradurli in pensieri e parole o per strutturarsi in una patologia in grado di esprimersi attraverso dei sintomi, tende a utilizzare il linguaggio del comportamento. In adolescenza difficilmente la normalità coincide con l’assenza di segnali di disagio; piuttosto, essa è in funzione della capacità di affrontare i compiti che questa fase evolutiva propone, dalla cui risoluzione dipende lo sviluppo successivo. La diffusione dei disturbi del comportamento alimentare fra le adolescenti delle società occidentali ha assunto, dalla seconda metà del secolo scorso, un carattere epidemico, diventando espressione del disagio psichico femminile che caratterizza questa fase evolutiva. Tale diffusione ha trasformato anoressia e bulimia da patologie gravi e relativamente rare in manifestazioni diffuse di sofferenza, segnali di una fragilità narcisistica e del carattere conflittuale del processo di costruzione dell’identità di genere femminile in questo momento della crescita. INTRODUZIONE

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