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Il Life Settlement e la cartolarizzazione del rischio vita

La recente crisi finanziaria, originatasi negli USA e diffusasi rapidamente al resto del mercato finanziario globale, ha prodotto profonde ferite negli intermediari finanziari spingendo gli stessi a ricercare nuove forme di investimento che garantissero una bassa correlazione con altri strumenti finanziari e buoni rendimenti con profili di rischio limitati. È in quest’ottica che un nuovo mercato ha conquistato sempre più l’interesse degli investitori: si tratta del mercato life settlement. Con il termine life settlement facciamo riferimento, nello specifico, ad un particolare tipo di transazione in cui, in generale, ultra-settantenni (senior life settlement) o malati terminali (viatical life settlement), vendono la loro polizza vita, ottenendo così una disponibilità immediata, a società autorizzate che diventano i nuovi beneficiari del contratto riscuotendo, al decesso dell’assicurato, il capitale assicurato(death benefit). I vantaggi offerti da quello che è stato definito il mercato secondario delle polizze vita sono molteplici: l’assicurato, vendendo la polizza alla life settlement firm, riscuote un importo commisurato al valore attuale della polizza e, proprio per questo, potrà beneficiare di un valore monetario nettamente maggiore rispetto al surrender value(valore di riscatto) che gli verrebbe offerto dalla compagnia assicurativa nel caso si optasse per il riscatto della polizza stessa,il valore attuale della polizza è pari alla differenza tra il valore attuale dei death benefits e il valore dei premi da pagare per mantenere la polizze in essere; nel caso di un assicurato senior i death benefits verranno scontati per un periodo inferiore legato all’aspettativa di vita che, in genere, non supera i 7 anni: in pratica,i death benefits si manifesteranno prima rispetto al caso di un comune assicurato, ciò implica, quindi, che saranno anche inferiori il numero di premi da corrispondere per tutta la durata della vita dell’assicurato generando un differenziale tra valore attuale dei death benefits e premi da pagare particolarmente ampio; dall’altro lato, gli investitori potranno inserire nel loro portafoglio un asset class che offre rendimenti migliori di altre tipologie di titoli e soprattutto decorrelati alle comuni variabili macroeconomiche, trattandosi di un tipo di contratto che dipende da un evento, sì aleatorio, ma che non risente delle oscillazioni dei prezzi delle materie prime o dei corsi azionari,ossia,la morte. Infine, gli stessi operatori del mercato (provider, broker e medical underwriter) riescono ad ottenere buone commissioni.
I principali investitori del mercato life settlement sono grandi banche d’investimento e hedge fund che attraverso la pratica della cartolarizzazione (life settlement securitization) danno vita a titoli che hanno come sottostante contratti life settlement (life settlement backed securities).

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I INTRODUZIONE La recente crisi finanziaria, originatasi negli USA e diffusasi rapidamente al resto del mercato finanziario globale, ha prodotto profonde ferite negli intermediari finanziari spingendo gli stessi a ricercare nuove forme di investimento che garantissero una bassa correlazione con altri strumenti finanziari e buoni rendimenti con profili di rischio limitati. È in quest’ottica che un nuovo mercato ha conquistato sempre più l’interesse degli investitori: si tratta del mercato life settlement. Con il termine life settlement facciamo riferimento, nello specifico, ad un particolare tipo di transazione in cui, in generale, ultra-settantenni (senior life settlement) o malati terminali (viatical life settlement), vendono la loro polizza vita, ottenendo così una disponibilità immediata, a società autorizzate che diventano i nuovi beneficiari del contratto riscuotendo, al decesso dell’assicurato, il capitale assicurato(death benefit). I vantaggi offerti da quello che è stato definito il mercato secondario delle polizze vita sono molteplici: l’assicurato, vendendo la polizza alla life settlement firm, riscuote un importo commisurato al valore attuale della polizza e, proprio per questo, potrà beneficiare di un valore monetario nettamente maggiore rispetto al surrender value(valore di riscatto) che gli verrebbe offerto dalla compagnia assicurativa nel caso si optasse per il riscatto della polizza stessa,il valore attuale della polizza è pari alla differenza tra il valore attuale dei death benefits e il valore dei premi da pagare per mantenere la polizze in essere; nel caso di un assicurato senior i death benefits verranno scontati per un periodo inferiore legato all’aspettativa di vita che, in genere, non supera i 7 anni: in pratica,i death benefits si manifesteranno prima rispetto al caso di un comune assicurato, ciò implica, quindi, che saranno anche inferiori il numero di premi da corrispondere per tutta la durata della vita dell’assicurato generando un differenziale tra valore attuale dei death benefits e premi da pagare particolarmente ampio; dall’altro lato, gli investitori potranno inserire nel loro portafoglio un asset class che offre rendimenti migliori di altre tipologie di titoli e soprattutto decorrelati

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Costabile Gallo Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.