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La tutela del segreto industriale e commerciale tra la disciplina repressiva della concorrenza sleale e la disciplina del Codice della Proprietà Industriale

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Casamassima
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gustavo Ghidini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 276

Il fenomeno del segreto industriale e commerciale, inserito nel complesso sistema economico e produttivo del mondo contemporaneo, presenta una molteplicità di aspetti problematici, dalla individuazione di una definizione certa ed esaustiva alla questione sulla natura giuridica del bene in esame, per finire con la ricostruzione sistematica della tutela legale riconosciuta dell’ordinamento in base alla normativa civilistica e al regime sanzionatorio previsto dai precetti penali. La trattazione dell’istituto, d’altra parte, non può prescindere da un’indagine storica sui motivi economici e sociali della nascita di un’esigenza di protezione legale di un bene che, all’epoca della rivoluzione industriale, era definito “segreto di fabbrica”. Una ricostruzione storica, alla luce delle scelte legislative operate nei maggiori ordinamenti del continente europeo, ha il pregio di fornire una ulteriore chiave di lettura nell’analisi istituto nel contesto dei tempi moderni, e delle ragioni giuridiche che hanno spinto i legislatori di tutto il mondo ad approntarne una qualche forma di tutela, sulle linee guida dei condivisi principi di libertà di iniziativa economica e concorrenza leale. La ricostruzione analizzerà, inoltre, le motivazioni storiche e politiche all’origine della scelta legislativa di prevedere una tutela del segreto in ambito civilistico piuttosto che attraverso un sistema di sanzioni penali. Uno dei nodi problematici nella trattazione concerne l’aspetto definitorio dell’istituto del segreto aziendale. Mancando a livello legislativo interno una definizione normativa onnicomprensiva del complesso fenomeno know-how è in primo luogo opportuno ricostruire, in base alle indicazioni della dottrina e alle pronunce giurisprudenziale, una nozione che abbracci le molteplici forme in cui può manifestarsi nella prassi commerciale l’entità in esame, anche in considerazione dei rapidi mutamenti del contesto economico e industriale nel quale si innesta. In un secondo momento sarà affrontata la problematica dei requisiti indispensabili affinché si possa affermare l’esistenza giuridica del bene e la meritevolezza di un interesse sottostante tutelabile dall’ordinamento, con particolare attenzione rivolta al carattere della segretezza, che costituisce l’oggetto principale di questo studio. Nello specifico sarà analizzato l’aspetto della segretezza esaminando la differenza concettuale tra il “segreto assoluto” e il “segreto relativo”, anche in un ottica meramente economica, e gli effetti che la distinzione comporta ai fini applicativi, in relazione al di tutela legale concepibile a protezione del bene. Uno degli aspetti della trattazione che presenta il più alto grado di problematicità riguarda senza dubbio la natura giuridica del bene know-how. I contrasti dottrinari sul tema sono forti, e si cercherà in questo studio di evidenziare i punti cruciali del confronto interpretativo, anche in funzione del contesto in cui venga collocato il bene, dalla concorrenza tra imprenditori al sistema di contratti aventi ad oggetto le conoscenze segrete dell’imprenditore, per finire con la disciplina societaria del know-how. Nello specifico si analizzerà in un primo momento la possibilità di inserire il know-how nel contesto del sistema dei diritti di privativa e dei beni immateriali, esaminando i problemi derivanti dalla compatibilità con i principi generali del codice civile, in un secondo momento si tratterà la dibattuta riconducibilità del segreto nell’area della riservatezza e dei diritti personali dell’uomo, e si cercherà di chiarire l’interpretazione del fenomeno in questa chiave. L’analisi, infine, verterà sulla possibilità di considerare il bene esclusivamente da un punto di vista economico, ancorando alle varie configurazioni dogmatiche le ricadute pratiche e applicative dei diritti azionabili a tutela del detentore del segreto.

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4 Capitolo primo IL KNOW-HOW E IL SEGRETO INDUSTRIALE. I PRINCIPI COSTITUZIONALI E LA DISCIPLINA COMUNITARIA 1.1 Cenni storici sulle origini dell’istituto Il fenomeno del segreto industriale e commerciale, inserito nel complesso sistema economico e produttivo del mondo contemporaneo, presenta una molteplicità di aspetti problematici, dalla individuazione di una definizione certa ed esaustiva alla questione sulla natura giuridica del bene in esame, per finire con la ricostruzione sistematica della tutela legale riconosciuta dell’ordinamento in base alla normativa civiIistica e al regime sanzionatorio previsto dai precetti penali. La trattazione dell’istituto, d’altra parte, non può prescindere da un’indagine storica sui motivi economici e sociali della nascita dell’esigenza di protezione legale di un bene che, all’epoca della rivoluzione industriale, era definito “segreto di fabbrica”. Una ricostruzione storica, alla luce delle scelte legislative operate nei maggiori ordinamenti del continente europeo, ha il pregio di fornire un’ulteriore chiave di lettura dell’istituto nel contesto dei tempi moderni, e delle ragioni giuridiche che hanno spinto i legislatori di tutto il mondo ad approntarne una qualche forma di tutela, sulle linee guida dei condivisi principi di libertà di iniziativa economica e concorrenza leale. La ricostruzione analizzerà, inoltre, le motivazioni storiche e politiche all’origine della scelta legislativa di prevedere una tutela del segreto in ambito civilistico piuttosto che attraverso un sistema di sanzioni penali.

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